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Archivio

I documenti che si conservano nell'Archivio di Montevergine costituiscono una testimonianza storica unica che va ben oltre la pur secolare e prestigiosa vita della Congregazione Monastica Verginiana. I monaci di Montevergine ne sono ancora adesso i custodi gelosi, ma al tempo stesso ne assicurano la più ampia fruizione possibile nel rispetto delle norme che regolano la consultazione del materiale di pregio;  all'adempimento di questa duplice funzione di tutela e fruizione è preposto il personale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali che vi presta servizio.

In questa sezione è possibile consultare gli inventari di parte del materiale che si conserva nell'Archivio di Montevergine, compresi i regesti tratti dai tredici volumi del Codice Diplomatico Verginiano, la cui trascrizione si deve al padre Placido Mario Tropeano, indimenticato direttore della Biblioteca di Montevergine, scomparso nell'agosto del 2008. Con le sue parole illuminanti e per certi versi profetiche chiudiamo questa breve scheda introduttiva sull'Archivio di Montevergine. Quello che segue è un articolo che padre Tropeano scrisse nell'agosto del 2006 inaugurando la rubrica fissa Una finestra sulla Biblioteca.

 

«La biblioteca, quale depositaria della storia e della cultura di un popolo, deve estendere i suoi servizi  alla totalità dei  cittadini, vicini e lontani, utilizzando i  mezzi di ricerca  e di diffusione che le circostanze di tempo e luogo  mettono a sua disposizione. Gran parte della storia e della cultura del Mezzogiorno d’Italia passa attraverso l’azione civilizzatrice dell’abbazia di Montevergine ed è conservata nel preziosissimo patrimonio archivistico e bibliografico della sua biblioteca, sorta nei primi decenni del sec. XII e divenuta pubblica statale dopo la soppressione delle corporazioni religiose del sec. XIX.
La compiuta sistemazione della biblioteca statale di Montevergine nel suggestivo scenario del settecentesco palazzo abbaziale di Loreto conta oltre 7.000 pergamene, 23 codici miniati ed altrettanti incunaboli, 500 manoscritti e più di 1.300 cinquecentine, 1.300 buste d’archivio e 200.000 stampati.
Senza questa documentazione, poco o nulla sapremmo dell’origine e dello sviluppo di molti paesi della Campania, della Puglia e della Lucania, dei tanti signori e feudatari locali, dell’organizzazione ecclesiastica e dell’attività del clero, delle masse anonime dei rustici e dei piccoli proprietari, che ci fanno gustare il sapore quotidiano della vita con le sue poche gioie e molti affanni. Accanto all’azione di uomini importanti e rappresentativi, fanno capolino preti e monaci, contadini e artigiani, servi e soldati, i quali si muovono, si agitano e combattono per la costruzione di una società più umana e più giusta.
Nel primo periodo, la biblioteca monastica di Montevergine esercitò la sua funzione culturale mediante la compilazione dei regesti delle pergamene e la catalogazione degli stampati; mentre nel secondo periodo la Biblioteca pubblica statale di Montevergine ha aggiornato il suo messaggio culturale mediante la pubblicazione del Codice Diplomatico Verginiano e l’inserimento del suo patrimonio bibliografico nel circuito del Servizio Bibliotecario Nazionale.
Oggi la gestione di quel patrimonio culturale cammina attraverso l’etere. Con la costruzione di un  proprio sito web, la Biblioteca di Montevergine offre agli utenti la possibilità di dialogare in internet, di avanzare le richieste tramite computer e di ricevere le risposte in tempo reale. Ovviamente la digitalizzazione è in corso e occorre del tempo prima che tutti i tesori storici e culturali della Biblioteca di Montevergine siano messi in rete».