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Logo

Il nuovo logo  della Biblioteca Statale di Montevergine è una felice combinazione dell'impegno e della passione di energie interne ed esterne alla Biblioteca.

Esso si compone dello stemma vero e proprio e della copia tratta da un disegno originale del Palazzo abbaziale di Loreto che ospita, nell'ala nord-ovest, i locali della Biblioteca.

Lo stemma è quello ormai noto che identifica anche la Congregazione monastica verginiana di Montevergine. Dello stemma riportiamo qui la descrizione e la spiegazione che ne dà il padre Giovanni Mongelli, monaco di Montevergine e studioso di cose verginiane, scomparso nel 1994: «sulla base, costituita da tre monti, si erge una duplice Croce, di cui la superiore, cerchiata, simboleggia la Vergine SS.ma, che dà alla luce il Figlio di Dio incarnato, rimanendo vergine. La corona che sormonta la Croce cerchiata indica la protezione regia e imperiale di cui godeva Montevergine fino all'Unità d'Italia. Le lettere puntate M. V. si svolgono in Monte Vergine» (Giovanni Mongelli, L'abbazia di S. Giovanni della Valle e i monaci verginiani nativi di Castelbaronia, Castel Baronia, 1990).

Lo stemma campeggia nella sua imponenza nell'affresco che impreziosisce la volta dell'ingresso principale del Palazzo abbaziale di Loreto, che si affaccia sulla via omonima che conduce nel centro di Mercogliano passando di fianco al palazzo delle Suore Benedettine di Montevergine. Alla base dello stemma si legge la scritta NULLIUS, che sta a rappresentare una sorta di principio di autonomia ed extraterritorialità che derivava a Montevergine addirittura da un documento del marzo 1195 con il quale Enrico VI, figlio del Barbarossa ma soprattutto padre di Federico II, grande benefattore di Montevergine, «prende sotto la sua protezione l'abbazia di Montevergine e le sue dipendenze con tutti i beni mobili e stabili, concede ai monaci l'esenzione da qualunque tributo per il trasporto di tutto ciò che potranno acquistare o vendere; concede la libertà di pascolo per gli animali del monastero su tutto il territorio dell'impero di Sicilia senza riconoscere ad alcuno il diritto dell'erbatico del glandatico e dell'acquatico; esenta inoltre tutti gli uomini del monastero da ogni gravame fiscale» (Privilegium Henrici Sexti, doc. n. 966 del Codice Diplomatico Verginiano, a cura di Placido Mario Tropeano, v. 10, 1193-1996,  Montevergine, Edizioni Padri Benedettini, 1986) (consulta la pagina dei Regesti nella sezione Archivio di questo sito).

Questo affresco è opera del pittore Antonio Vecchione, di cui reca in basso la firma (Antonius Vecchione f[ecit]) e la data: 1750, anno in cui furono conclusi i lavori di costruzione del palazzo abbaziale di Loreto. Nell'ottobre del 2004, in occasione dell'esecuzione di alcuni lavori al primo piano del palazzo intrapresi allo scopo di ricavare da tre celle del corridoio nobile lo spazio per allestire una nuova sala in Biblioteca (la sala R, consultare al riguardo la pagina Sale e Sezioni di questo sito), la pittrice di Mercogliano Manuela Alcinii ha eseguito, a pittura a secco, sul soffitto di questa sala, una sua personale interpretazione dell'affresco di Vecchione.

Infine, nell'estate del 2013, la Biblioteca di Montevergine, in ossequio ad una tradizione ormai consolidata, ha accolto un giovane laureato in Scienze dei Beni Culturali, archivistico-librari, per un tirocinio formativo di sei mesi. Questo giovane, che si chiama Adelino Di Marino, è anche un maestro d'arte; durante uno dei suoi primi giorni di tirocinio, collaborando attivamente e indefessamente alla costruzione di questo nuovo sito, ha visionato diverse foto del Palazzo abbaziale di Loreto e ha scelto di assecondare il suo estro eseguendo, in punta di matita, un disegno originale del palazzo e una riproduzione dello stemma della Congregazione di Montevergine. Questo bel disegno, lo stesso Di Marino e il collega Fabio Formato hanno poi deciso di trasformarlo in una più articolata immagine che, insieme con lo stemma e la scritta Biblioteca Statale di Montevergine, è diventata il nuovo logo ufficiale della Biblioteca. Il curatore del sito si è limitato in questa fase a dare qualche suggerimento.
Questo è il luogo adatto per ribadire un concetto che abbiamo già espresso altrove in altre forme: il valore del prezioso apporto dei tirocinanti che la Biblioteca di Montevergine accoglie periodicamente, avendo stipulato convenzioni con diverse Università, non soltanto della Campania. A volte sembra a noi di "sfruttare" il lavoro di questi giovani laureandi o neo laureati, ai quali evidentemente non si può offrire altro che la piena disponibilità a mostrare loro il funzionamento di una biblioteca pubblica, senza reticenze, dunque non nascondendo loro neanche gli aspetti meno "idilliaci" del lavoro in biblioteca. Molti di questi giovani decidono di intraprendere un tirocinio lungo ben oltre le canoniche centocinquanta ore che danno titolo ai crediti formativi; in questi casi, e quando per di più ci si trova di fronte a giovani che hanno una familiarità con le nuove tecnologie che non smette mai di sorprenderci -pure noi che le pratichiamo quotidianamente, ebbene allora vien fuori una esperienza straordinaria dalla quale la Biblioteca esce oltremodo arricchita, non solo dal punto di vista umano ma concretamente, nell'ampio spettro di servizi che essa offre normalmente agli utenti. La storia del nuovo logo della Biblioteca di Montevergine è senz'altro un esempio mirabile della situazione che abbiamo qui sopra descritto.