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Una finestra sulla Biblioteca > Aprile 2016

Nel ventennale della morte di padre Giovanni Mongelli

(di p. Gerardo Di Paolo)

A poco più di vent’anni dalla sua morte, la figura di padre Giovanni Mongelli è ancora saldamente presente nella meMongelli moria dei suoi confratelli, ma anche, grazie alla mole veramente sterminata di pubblicazioni che ha lasciato, nel ricordo dei tanti studiosi di storia locale, e non solo, che continuano ad attingere a piene mani ai suoi libri.

Padre Giovanni Mongelli nacque a Tufo (Avellino) il 10 luglio 1915. A 12 anni decise di entrare nell’alunnato monastico di Montevergine, dove ebbe, tra gli altri, come professore di filosofia l’abate Giuseppe Ramiro Marcone, che lo indirizzò verso il Pontificio Ateneo Sant’Anselmo in Roma perché conseguisse i gradi accademici. Padre Giovanni Mongelli fu ordinato presbitero il 29 giugno 1939. Subito dopo aver conseguito la laurea in filosofia, cominciò ad insegnare materie filosofiche e teologiche a Montevergine e presso il monastero di Noci (Bari).

Quando ottenne la nomina di archivista e bibliotecario, avviò lo studio sistematico della immensa raccolta delle oltre 7000 pergamene di Montevergine, dando alle stampe, tra il 1956 e il 1962,  il Regesto delle pergamene, che rimane uno strumento insostituibile per orientarsi nel vasto patrimonio pergamenaceo.

A lui si devono inoltre numerosissimi inventari dell’altrettanto esteso materiale archivistico di Montevergine.

Tra le sue pubblicazioni, bisogna ricordare, oltre il già citato Regesto delle pergamene,  gli otto volumi della Storia di Montevergine e della Congregazione Verginiana (1965-1978),  Tufo : profilo storico della vita civile del comune (1963 e 1979), la Storia di Mercogliano : dalle origini ai nostri giorni (1979),  il Profilo storico del Goleto dalle origini ai nostri giorni (1985), la Storia civile di Altavilla Irpina dalle origini ai nostri giorni (1990), il Profilo storico delle diocesi irpine (1994). Inoltre, padre Giovanni Mongelli curò l’edizione critica della Legenda de vita et hobitu S. Guilielmi, il prezioso codice manoscritto –custodito presso la Biblioteca di Montevergine-  in cui vengono narrati la vita e i miracoli del fondatore di Montevergine, san Guglielmo da Vercelli, patrono d’Irpinia.

Nel 1976 padre Mongelli fu insignito della medaglia d’argento dell’Accademia Tiberina di Roma, che lo iscrisse nel suo albo accademico  come socio onorario. La sua vita terrena  terminò a Montevergine il 29 agosto 1995.

Insieme con padre Placido Mario Tropeano, direttore della Biblioteca di Montevergine fino al 2008, anno della sua scomparsa (al quale abbiamo dedicato un ampio speciale consultabile qui), padre Giovanni Mongelli rappresenta l’ultima generazione degli storici verginiani che si sono inseriti in quel solco glorioso che inizia quasi contemporaneamente alla nascita della nuova famiglia monastica verginiana di Montevergine, per proseguire, soprattutto nei secoli XVI-XIX, con gli studiosi che hanno contribuito a incrementare la sterminata bibliografia su Montevergine.

Nella rivista «Il Santuario di Montevergine» fu pubblicato il trafiletto Transito di P. Mongelli (sul numero di ottobre 1995, a p. 199) e un più ampio articolo In memoria di p. d. Giovanni Mongelli monaco di Montevergine (sul numero di novembre 1995, alle p. 225-227).

Una composizione musicale dedicata a don Michele Grella

Tra i fondi librari che annovera la Biblioteca di Montevergine vi è una importante donazione di musica, sacra, profana e di spartiti. Si tratta del fondo Imbimbo, appartenuto al maestro di musica Luigi Imbimbo, nato a Napoli il 23 settembre 1878 e morto ad Avellino il 29 gennaio 1952. Nel terzo anniversario della sua scomparsa la moglie, Ester Magno, decise di donare alla Biblioteca di Montevergine la sua cospicua raccolta libraria.

Il fondo Imbimbo è ancora oggi oggetto di una catalogazione più approfondita e soprattutto più coerente con i recenti standard di catalogazione musicale, sottoposti alle integrazioni resesi necessarie per venire incontro alle esigenze dei catalogatori e degli utenti di compilare schede più approfondite (i primi) e trovare più agevolmente le notizie in rete (i secondi). In questo delicato e impegnativo lavoro di revisione –che s’è intrapreso anche approfittando della presGrellaenza in Biblioteca di una tirocinante dotata di una certa esperienza di catalogazione musicale, lei stessa musicista- è stato “scoperto”, nelle pieghe di una miscellanea contenente diversi spartiti appartenuti al maestro Imbimbo, un manoscritto che si è rivelato interessante per i motivi che diremo di qui a breve.   

Si tratta infatti di una partiturina dal titolo Signore pietà, invocazione a Cristo per coro ad una voce media, per armonium, il cui autore, Giuseppe Grella, è ancora stabilmente presente nel catalogo della Casa musicale Carrara di Bergamo. In testa allo spartito l’autore ha annotato una dedica: a mio fratello parroco don Michele.

Ora il nome di don Michele Grella è per gli avellinesi, e non solo, molto evocativo, richiama infatti alla memoria –soprattutto di quanti l’hanno conosciuto personalmente, ma anche di coloro che ne hanno solo sentito parlare- la figura di un parroco amatissimo, perché interprete radicale del Vangelo, senza infingimenti e ipocrisie. Non possiamo in queste righe aggiungere sulla figura di don Michele Grella nulla che non sia già stato detto e scritto, meglio, altrove, soprattutto negli ultimi sette anni, dopo cioè la sua scomparsa, avvenuta il 20 febbraio 2009, se non che chi scrive ha avuto la fortuna durante la sua ormai lontana giovinezza di frequentare a lungo le messe domenicali di don Michele: si trattava sempre di un’esperienza che toccava, finanche i giovani che frequentavano distrattamente la chiesa rimanevano colpiti dal carisma che emanava dalla sua figura e che veniva tuttavia esercitato in maniera inconsapevole e proprio per questo lasciando un carico di interrogativi e felici turbamenti.

Della scoperta di questo manoscritto musicale abbiamo pensato subito di darne notizia attraverso il sito web della Biblioteca di Montevergine, dalle colonne della rubrica Una finestra sulla Biblioteca. Ci siamo tuttavia interrogati se si tratta di un inedito, sicché abbiamo rintracciato l’autore, il maestro Giuseppe Grella, il quale ci ha lasciato ampia libertà, ciò di cui gli siamo grati. Avendo pertanto acquisito la sua autorizzazione, ne abbiamo pubblicato una riproduzione digitale in un file in formato .pdf come supporto alla descrizione bibliografica della relativa notizia; questo file sarà disponibile a quanti faranno ricerche nei vari cataloghi on line di biblioteche.  Lo abbiamo inoltre inserito anche nella sezione di questo sito riservata alle riproduzioni digitali: crediamo in questo modo di aver contribuito ad onorare la memoria di don Michele Grella, ma anche di aver indirettamente interpretato l’intenzione del maestro Giuseppe Grella di rinnovare il ricordo del fratello a distanza di 48 anni dalla data di composizione dell’opera musicale.

Nella sezione Copie digitali di questo sito si può consultare il file del manoscritto.