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Una finestra sulla Biblioteca

Capriglia Irpina: una monografia di Agostina Spagnuolo

Sulla presentazione del volume di Agostina Spagnuolo Capriglia Irpina, appunti di storia di vita quotidiana dalle origini ai nostri giorni, che la Biblioteca di Montevergine ha ospitato giovedì 29 gennaio 2015, riceviamo e volentieri pubblichiamo un resoconto di Armando Saveriano

Agostina Spagnuolo presenta la sua Capriglia al Loreto: doverosa sosta nel prestigioso Auditorium della Biblioteca di Montevergine

(di Armando Saveriano)

Fortunata pubblicazione questa del saggio storico di Agostina Spagnuolo, “Capriglia Irpina-Appunti di Storia di Vita Quotidiana-dalle origini ai giorni nostri”, stampato per i tipi di Per Versi (Grottaminarda AV) e debitamente presentato nel paese oggetto dell’indagine e luogo natìo dell’autrice il 7 dicembre scorso, presso la Chiesa Madre San Nicola di Bari.

Nel novero dell’iniziativa letterario-divulgativa “Librazioni 2015-Piccola rassegna autoriale III ciclo”, organizzata da Logopea, il volume è stato proposto  presso la Biblioteca Statale di Montevergine, a Mercogliano, giovedi 29 gennaio 2015, al cospetto del longanime e generoso Padre Andrea Davide Cardin, che ha manifestato consenso e palese apprezzamento. Armando Saveriano ha moderato con l’abituale scioltezza, introducendo i chiarissimi relatori: il D.S. prof. Virgilio Iandiorio e il prof. Fausto Baldassarre. Sono peraltro intervenuti per un commento personale il D.S. prof. Roberto Barbato e il critico Alessandro Di Napoli, che hanno lodato l’analisi minuziosa della genesi e dello sviluppo dei fatti attraverso i cambiamenti secolari; rispettosissima della documentazione la procedura alla quale si è attenuta con scrupolo la professoressa Spagnuolo, che ha consultato e studiato pergamene preziosissime e delicate sull’evoluzione e sui mutamenti di usi, costumi, norme giuridiche, atti e passaggi notarili, aspetti peculiari sui rapporti economici, sociali e familiari. Nel libro, macro e micro-storia convergono, si intersecano, raccontano con asciuttezza e senza enfasi le difficoltà, i problemi, gli ostacoli, i conflitti e le esigenze di popolo e governo. La ricerca ha ricaduta etica per il metodo d’indagine che non ha deviato da percorsi attenti e rigorosi, e costituisce valido esempio per i giovani cultori della documentaristica e della biblioteconomia; il target non è solo di nicchia, è anzi genericamente rivolto a quei lettori comuni che vogliano conoscere le proprie radici, tutelare il proprio passato, che mai va consegnato all’oblio, ma costituisce un patrimonio personale e collettivo di notevole spessore. “Il pensiero è rivolto anche agli anziani di Capriglia” – aggiunge l’autrice – “che incarnano la memoria storica del paese, e che si ritroveranno citati, con i loro antenati, quando essi, gravati dalle gabelle, emigrarono in cerca di un futuro migliore, per tornare forti del ricavato di un duro lavoro all’estero e investire in casa propria, onde intrudere e travasare maggiore energia e speranza al territorio.”

Ogni libro ha un suo destino, un precipuo cammino, svolge un compito educativo, di diffusione e di informazione; rimarchevole è quando insegna senza tediare, quando approfondisce senza gravami. E questa è stata l’abilità della Spagnuolo, che si è avvalsa anche dell’esperienza collaterale, parallela, di scrittrice e poeta; sicché l’antropologia socio-culturale si è assestata in una dimensione attendibile ma non inaccessibile ai profani.

D’altra parte il lettore, aprendo un volume, intraprende un viaggio cognitivo, utile e interessante, che lo investe del compito attivo nella logosfera del testo; una lettura che gli permette di incontrare non solo la personalità e l’intimità dello scrittore, ma anche le vicende epocali e i rapporti intensi e costruttivi di un’intera comunità; sicché la solitudine della lettura e la concentrazione dello studio si ampliano in inedita socievolezza, diventano il confronto di una vera e propria relazione etica.

Il 20 febbraio p.v. il volume verrà presentato presso l’Archivio di Stato di Avellino, teatro di meticolosa ricerca da parte dell’autrice, come l’analoga istituzione culturale di Napoli e l’illustre e fornitissima Biblioteca del Loreto.

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