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Una finestra sulla Biblioteca

Nel ventennale della morte di padre Giovanni Mongelli

(di p. Gerardo Di Paolo)

A poco più di vent’anni dalla sua morte, la figura di padre Giovanni Mongelli è ancora saldamente presente nella meMongelli moria dei suoi confratelli, ma anche, grazie alla mole veramente sterminata di pubblicazioni che ha lasciato, nel ricordo dei tanti studiosi di storia locale, e non solo, che continuano ad attingere a piene mani ai suoi libri.

Padre Giovanni Mongelli nacque a Tufo (Avellino) il 10 luglio 1915. A 12 anni decise di entrare nell’alunnato monastico di Montevergine, dove ebbe, tra gli altri, come professore di filosofia l’abate Giuseppe Ramiro Marcone, che lo indirizzò verso il Pontificio Ateneo Sant’Anselmo in Roma perché conseguisse i gradi accademici. Padre Giovanni Mongelli fu ordinato presbitero il 29 giugno 1939. Subito dopo aver conseguito la laurea in filosofia, cominciò ad insegnare materie filosofiche e teologiche a Montevergine e presso il monastero di Noci (Bari).

Quando ottenne la nomina di archivista e bibliotecario, avviò lo studio sistematico della immensa raccolta delle oltre 7000 pergamene di Montevergine, dando alle stampe, tra il 1956 e il 1962,  il Regesto delle pergamene, che rimane uno strumento insostituibile per orientarsi nel vasto patrimonio pergamenaceo.

A lui si devono inoltre numerosissimi inventari dell’altrettanto esteso materiale archivistico di Montevergine.

Tra le sue pubblicazioni, bisogna ricordare, oltre il già citato Regesto delle pergamene,  gli otto volumi della Storia di Montevergine e della Congregazione Verginiana (1965-1978),  Tufo : profilo storico della vita civile del comune (1963 e 1979), la Storia di Mercogliano : dalle origini ai nostri giorni (1979),  il Profilo storico del Goleto dalle origini ai nostri giorni (1985), la Storia civile di Altavilla Irpina dalle origini ai nostri giorni (1990), il Profilo storico delle diocesi irpine (1994). Inoltre, padre Giovanni Mongelli curò l’edizione critica della Legenda de vita et hobitu S. Guilielmi, il prezioso codice manoscritto –custodito presso la Biblioteca di Montevergine-  in cui vengono narrati la vita e i miracoli del fondatore di Montevergine, san Guglielmo da Vercelli, patrono d’Irpinia.

Nel 1976 padre Mongelli fu insignito della medaglia d’argento dell’Accademia Tiberina di Roma, che lo iscrisse nel suo albo accademico  come socio onorario. La sua vita terrena  terminò a Montevergine il 29 agosto 1995.

Insieme con padre Placido Mario Tropeano, direttore della Biblioteca di Montevergine fino al 2008, anno della sua scomparsa (al quale abbiamo dedicato un ampio speciale consultabile qui), padre Giovanni Mongelli rappresenta l’ultima generazione degli storici verginiani che si sono inseriti in quel solco glorioso che inizia quasi contemporaneamente alla nascita della nuova famiglia monastica verginiana di Montevergine, per proseguire, soprattutto nei secoli XVI-XIX, con gli studiosi che hanno contribuito a incrementare la sterminata bibliografia su Montevergine.

Nella rivista «Il Santuario di Montevergine» fu pubblicato il trafiletto Transito di P. Mongelli (sul numero di ottobre 1995, a p. 199) e un più ampio articolo In memoria di p. d. Giovanni Mongelli monaco di Montevergine (sul numero di novembre 1995, alle p. 225-227).