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Una finestra sulla Biblioteca

Esperienze di tirocinanti in Biblioteca

Abbiamo chiesto a due studentesse universitarie che hanno effettuato, alla fine del 2018, un tirocinio presso la Biblioteca di Montevergine, di farci pervenire alcune brevi riflessioni sulla loro esperienza. Con molto piacere pubblichiamo il contributo di Anna Contursi e Alessia Petrone, studentesse dell'Università di Salerno, che - come loro stesse ricordano nell'articolo - nei mesi che hanno trascorso in biblioteca hanno collaborato alla trascrizione dei regesti delle pergamene di Montevergine pubblicate nella sezione Archivio di questo stesso sito

Esperienze di tirocinanti in Biblioteca

(di Anna Contursi e Alessia Petrone)

Il palazzo abbaziale di Loreto, simbolo della millenaria presenza della chiesa sui territori circostanti, è stato il luogo in cui abbiamo svolto la nostra prima esperienza da tirocinanti. 

Edificio austero, ha conservato intatta la sua bellezza ospitando oggi una farmacia, una rinomata azienda di liquori e, naturalmente, la biblioteca.

Nonostante il breve tempo trascorsovi abbiamo appreso e fatto tesoro di molte esperienze che ci aiuteranno nel nostro percorso di studi. La biblioteca è un vero e proprio scrigno di cultura  e, oggi, possiamo ritenerci ben fortunate per aver dato anche noi un piccolo contributo affinché tutti ne possano usufruire.

Ci siamo occupate in particolar modo della trascrizione dei regesti di antiche pergamene. Ognuno di essi ci catapultava in un mondo tanto estraneo quanto affascinante. Ogni trascrizione era un racconto di vita quotidiana e una nuova scoperta sul come i nostri predecessori vivessero  la loro epoca. Alcuni luoghi sembrano essere senza tempo così come lo è quella biblioteca, con le sue pareti ed i ripiani in legno dove accuratamente ogni libro è riposto. Ve ne sono  in molti, difficile a dirsi quanti. Chi più e chi meno recente; alcuni sono logori, consumati dal tempo, altri di pregevolissima fattura ed altri ancora sono stati in tempo salvati dall’essere un delizioso pasto per gli ingordi tarli. 

Sono tutti custodi di una memoria antica, in particolar modo i manufatti più vecchi, che hanno trovato posto negli ampi scaffali, sembrano gridare e contorcersi invogliandoti ad afferrarli per leggerne il contenuto. Cuore pulsante e vitale di questo luogo magico è altresì la comunità dei monaci verginiani di Montevergine ma soprattutto le squisite persone che vi lavorano con costanza, zelo ed amore e che ci hanno accolte con molta disponibilità.

Ma in particolar modo nella nostra esperienza lavorativa non possiamo non ricordare e ringraziare con immenso affetto la signora Rosalba Capone e la persona con cui abbiamo trascorso gran parte del nostro tempo: il signor Mimmo De Falco che con la sua professionalità, gentilezza ed un pizzico di giovialità ci ha guidate in tutte le attività che abbiamo svolto.  Speriamo presto di tornare a far visita alla biblioteca, invidiabile luogo di cultura che, presente sul nostro territorio, ci rende orgogliose.