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Luglio-ottobre

(Pagina a cura di Bianca Corcione, Domenico D. De Falco, Adelino Di Marino)

 

COLLOCAZIONE: F 066. 329

Noi del Rione Sanità : la scommessa di un parroco e dei suoi ragazzi / Antonio Loffredo. - Milano : Mondadori, 2013. - 180 p. ; 23 cm.

Loffredo

Abbiamo avuto occasione di ascoltare l’orchestra “Sanitansamble” in una formazione ridotta in un paesino del Cilento una sera di agosto. Suonò l’Inno d’Italia e alcune famose arie d’opera, ma anche dei brani della tradizione classica napoletana con un atteggiamento gioioso eppure rispettoso di quella formalità che richiede l’esecuzione della musica colta, che coinvolse il numeroso pubblico presente nel suggestivo scenario del Castello Vinciprova di Pioppi.

“Sanitansamble” fa parte di un più esteso progetto che riguarda il rione Sanità della città di Napoli, il cui animatore è il parroco della Basilica di Santa Maria e San Severo del popolare quartiere, don Antonio Loffredo. Presente anch’egli la sera del concerto di Pioppi, don Antonio con poche semplice parole spiegò com’era nato e come stava evolvendo il progetto, di cui “Sanitansamble” è soltanto uno degli aspetti, forse uno di più immediato richiamo (perché c’è la musica di mezzo!), ma non l’unico e nemmeno il più importante, se si volesse stabilire una sorta di “gerarchia” in un ambizioso progetto di risveglio delle «coscienze dei giovani per trasformare il ghetto in un polo d’attrazione per tutta la città, anzi in una zona capace di richiamare, grazie alle sue bellezze architettoniche, migliaia di turisti, dando in tal modo ai suoi abitanti un lavoro e un futuro».

Don Antonio Loffredo ha voluto affidare a questo volume la memoria di una preziosa esperienza; dalla seconda di copertina citiamo: «Con un entusiasmo contagioso, “don Antò” sprona i suoi ragazzi a organizzarsi in cooperative e, nonostante infiniti ostacoli e lotte epiche contro la burocrazia, ottiene successi importanti e insperati. Come recuperare l’antica basilica di San Gennaro Fuori le Mura, ricca di inestimabili opere d’arte ma diventata negli anni deposito della Asl; far rinascere il cosiddetto “miglio sacro”, l’antico itinerario dedicato al santo patrono; inaugurare in un ex convento uno splendido bed & breakfast; aprire al pubblico le magnifiche catacombe di San Gennaro e San Gaudioso, in parte ora restaurate. Così, da facile preda del degrado sociale e della camorra, in pochi anni il Rione è diventato un raro modello di imprenditoria sana, solidale e sostenibile. E oggi nel quartiere dove fino a ieri l’abbandono scolastico era la norma e gli espedienti una regola di sopravvivenza, i bambini crescono con una nuova consapevolezza: studiano, fanno teatro, suonano in un’orchestra, la Sanitansamble, che si è esibita anche davanti al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Il recupero della bellezza diventa quindi il “restauro” dell’intero Rione, l’occasione di creare una vita comunitaria, produttiva, che coinvolge tutti i residenti. Una rinascita nel segno della fede, dell’arte e di una cultura millenaria, alimentata dalle sue energie più vitali: i ragazzi della Sanità, che insieme a don Antonio hanno riconquistato il proprio quartiere, riscrivendo finalmente il proprio futuro».

All’esperienza dell’orchestra giovanile, don Antonio Loffredo dedica un intero capitolo, molto coinvolgente e appassionante. In chiusura al volume una breve nota dà conto dell’attività della Fondazione San Gennaro  che ha tra i suoi compiti quello di favorire «lo sviluppo della Comunità Locale del Rione Sanità»: detta così sembra una missione impossibile. Al contrario si tratta ormai di una splendida e consolidata realtà, a dimostrazione del fatto che al di là di ogni vuota retorica o, peggio, di interessati e premeditati atteggiamenti di ostilità, è possibile qualsiasi impresa, purché a intraprenderla siano persone oneste e disinteressate e motivate. L’esempio del grande lavoro di don Antonio Loffredo e di tutte le persone che con lui collaborano deve essere secondo noi citato e sostenuto con convinzione.

Alla data in cui scriviamo, il sito della Fondazione (www.fondazionesangennaro.org) risulta ancora in costruzione, ma è attivo un indirizzo mail.

(DDF)


COLLOCAZIONE: E 073 332 Martani_Tra terra e cielo

Tra terra e cielo / Francesco Martani. – Bologna  : Pendragon, 2013. -  172 p. ; 20 cm  

La vita è amore, è un dono universale e spirituale, va vissuta nella sua interezza e piacevolmente, nel bene e con giustizia, questa frase dell’autore  racchiude e compendia il tema argomento del testo. Francesco Martani, specialista in anestesia e rianimazione e in odontoiatria, libero docente di odontostomatologia presso l’Università di Bologna, è una personalità eclettica. Pittore,  autore di importanti testi scientifici ma anche saggista e fine narratore. Con il suo ultimo lavoro Tra cielo e terra ci porta in una sfera di grande serenità. La vita è fatta di bellezze, dolcezze e tante amarezze ma nel suo complesso ci insegna che bisogna amare, aiutare  il prossimo senza aspettarsi alcun compenso, alcun riconoscimento. La vera salute del corpo è la serenità dell’anima. Nel suo testo affronta le problematiche della vita a 360 gradi, salute, politica, economia. L’uomo abituato al frastuono e al benessere perde di vista il vero bene per la crescita propria ed altrui, il bene e la fecondità che maturano con l’ascoltarsi nel silenzio e nascondimento. Del resto, come riporta l’autore, il chicco di grano ha bisogno di essere nascosto nella terra per poter germogliare e dare nuova vita.

 

 

(BC)


Logos e MelosCOLLOCAZIONE: E 073 289 

Logos e melos : filosofia e musica come linguaggi della mente / a cura di Mirella Napodano  e Fausto Russo. – Atripalda (AV) : Mephite, 2011. – 102 p. ; 24 cm

Il saggio di Mirella Napodano e Fausto Russo  Logos e Melos è un altro tassello dell’importanza dell'interagire  con tecniche che sembrano contrastanti tra loro per raggiungere un modello educativo e stimolante per la formazione della persona. Esiste una  correlazione mentale ed emotiva tra filosofia e musica, tra significato e suono. E’ questo un connubio che risale alla filosofia e all’arte greca per poi arrivare  attraverso rivisitazioni della latinità classica  e cristiana al periodo rinascimentale e moderno.

Mirella Napodano apre la sua introduzione con questa frase di F. Nietzsche: Si è mai notato che la musica rende libero lo spirito? Mette le ali al pensiero? E che si diventa tanto più filosofi quanto più si diventa misicisti?

La libertà di pensiero ben si coniuga con la libera ispirazione musicale, la musica aiuta la concentrazione e lo sviluppo mentale. Del resto la filosofia non è altro che la musicalità del pensiero, la libera espressione dell’io. I due autori , partendo da una formazione completamente diversa entrano in simbiosi come simbiosi esiste tra il pensiero e la musicalità.  

(BC)

 


COLLOCAZIONE: E 073 331Battista_Ortese

Anna Maria Ortese, la ragazza che voleva scrivere / Adelia Battista, - Roma : Lozzi publishing, 2013. – 119 p. : ill. ; 20 cm

Adelia Battista, avendo conosciuto e frequentato personalmente la Ortese, una delle scrittrici più importanti ed originali della scena letteraria dell’ultimo secolo, una donna che ha saputo plasmare un concetto di letteratura differente, che partisse dal quotidiano per arrivare ad una dimensione sovrastrutturale struggente, alla sua morte ha voluto con questo saggio rivelare gli aspetti più intimi e significativi della sua vita.

In questo libro, scritto in maniera puntuale, lineare e sicura, Adelia Battista rievoca gli anni in cui Ortese visse a Roma agli inizi del 1970 con la sorella Maria. Roma, il quartiere di Monte Mario, accoglie  e dà serenità alla fragile esistenza della scrittrice che riuscirà a portare a termine le sue opere. La vita della Ortese è come  un fiume in piena, una estenuante ricerca di sogni, istinti che potessero allontanarla da quella subdola solitudine, solitudine che non è grigiore e sofferenza, bensì un moto dell’anima, una necessità compositiva. Con questo ultimo lavoro Adelia Battista, scrittrice avellinese, vincitrice nel 2012 del Premio Elsa Morante, conclude una sorta di trilogia letteraria su Ortese, che aveva iniziato con Ortese segreta (Minimum Fax) e  Bellezza addio.

 

 

(BC)


 COLLOCAZIONE: F 066 334

 

Coppola_AttualitaAttualità del pensiero di Jacques Maritain nella sfida educativa del postmoderno / Concetta Coppola. – Mercogliano : Centro promozionale di cultura “Aldo Moro”, 2013. – 112 p. : ill. ; 24 cm

La tesi della dottoressa Concetta Coppola  affronta un problema di grande attualità, in un periodo di gravi problematiche e di disorientamento per i giovani, in un era di qualunquismo e mancanza di rigore etico e morale, di abusi e soprusi, quello di una emergenza educativa. Il ritorno alla educazione del rispetto, dell’ascolto, del personalismo nella sua dimensione spirituale e cristiana.

Il personalismo cristiano di Maritain, fondamento per una nuova forma educativa, rinsalda la speranza pedagogica di una educazione integrale della persona nel rispetto della dignità che le compete.

(BC)

 

 

 

 


COLLOCAZIONE: E 073 330Capobianco_Le avventure di Holly

Le Avventure di Holly / Margherita Capobianco ; illustrazioni di Pellegrino Capobianco. – Chieti : Tabula fati, 2012. – 71 p. : ill. ; 20 cm

Questa favola parla del simpatico folletto Holly dagli occhi verdi che si accinge a spegnere le sue prime 100 candeline. È quEsta un’età non ragguardevole per un folletto però è un momento che resterà importante  nella vita di Holly perché è la data in cui conosce un essere umano con cui iniziare una lunga e solidale amicizia. Holly, un folletto ottimista e sensibile, si troverà in serie difficoltà per cercare di aiutare i suoi amici e le persone in difficoltà, ma la morale della favola è che quando si desidera il bene e la gioia di tutti, quando l’altruismo supera l’io, tutto si risolve per il meglio.

Margherita Capobianco fin da piccola amava libri di avventura e romanzi di fantasia, considera la scrittura la sua migliore forma d’espressione,  e attraverso questa cerca di veicolare le sue più intime e significative emozioni. Scrive da sempre racconti per l’infanzia.

Pellegrino Capobianco amava il disegno, per cui la matita e i pastelli colorati sono stati i suoi giocattoli preferiti, strumenti che gli sono stati poi indispensabili per osservare e conoscere il mondo. Laureato in Archeologia presso “L’Orientale” di Napoli, ha lavorato presso il Complesso Monumentale Ex Carcere Borbonico di Avellino e ha conseguito un Master in Economia e Management dell'Arte e dei Beni Culturali, presso la Business School del Sole 24 ore.
Il suo stile personalissimo e innovativo gli ha meritato molti riconoscimenti nel campo della pittura, arte in cui è conosciuto con lo pseudonimo di Crinos. Esordisce nel 2009 come illustratore, collaborando con varie case editrici.

(BC)


COLLOCAZIONE: F 066 330

Luongo

Compendio Santa Paolina : Madre-Civitas Montefuscoli / Isacco Luongo. - [Grottaminarda (AV)] : Per Versi Editori, 2013. - 350, 96 p. : ill. ; 24 cm ((Sul frontespizio: con la speciale collaborazione della Confraternita del Ss. Rosario di S. Paolina (1613-2013). - Contiene: Montesfusco : fatti & misfatti / Isacco Luongo

 

Il  libro, che tratta la storia di una piccola località irpina e della santa da cui acquisisce il nome, ovvero Santa Paolina,  sembra essere più un lavoro di copia di informazioni che di riflessioni e analisi dell’autore, il quale giustifica la nascita di questa sua opera con lo scopo di far ricredere coloro che affermano che la piccola località di Santa Paolina, in provincia di Avellino, non abbia una storia propria, cosa che cosi non è poiché esistono già diverse informazioni  ben accurate al riguardo. Quindi questo lavoro è un approfondimento di informazioni esistenti, copiate e riportate insieme in quest'opera che appare irrimediabilmente un po' confusa, probabilmente spinta da un pur apprezzabile patriottismo paesano. L’autore inizia narrando la storia della santa con un certo accento polemico, prosegue poi  con i cenni storici e geologici che partono dall’Irpinia e si focalizzano sulla località di S. Paolina in particolare, si conclude con tabelle e documenti riguardanti  le fonti storiche del paese come alcune foto attuali, le Confraternite presenti nel territorio, passate e odierne,  etc.; è presente inoltre un inserto speciale sui “fatti e misfatti” di Montefusco. Risaltano anche diversi errori di ortografia probabilmente non attribuibili a refusi di stampa, in quanto sono più volte presenti. Con una prefazione forse un po' ripetitiva e ridondante, l’autore non si definisce uno scrittore, affermando che preferisce leggerli i libri piuttosto che scriverli. Insomma un testo di cui l’autore ci dice che volerà libero come una libellula “senza padroni” su S. Paolina e dintorni: non sappiamo bene che genere di volo farà, ma non abbiamo potuto esimerci dal notare una certa approssimazione.

(ADM)


COLLOCAZIONE: E 073 334 

La memoria ricorrente : l'Irpinia letteraria di Giuseppe Marotta / a cura di paolo Speranza ; con un saggio diMarotta Gualtiero De Santi. - Atripalda : Mephite, 2013. - 97 p. ; 20 cm.

 

Il libro La memoria  ricorrente, a cura di Paolo Speranza nasce per ricordare l’irpino Giuseppe Marotta nel cinquantesimo della sua morte (12 ottobre 1963– 12 ottobre 2013). Il testo non è affatto una commemorazione ma una ricostruzione del rapporto di Giuseppe con la sua terra d’origine attraverso l’analisi complessiva dei suoi testi letterari ispirati dalla sua permanenza in Irpinia, attraverso le interviste rilasciate ai vari giornali locali, all’articolo di Camillo Marino sul periodico «Il progresso irpino» dell’ottobre 1953 dal titolo De Sica e Zavattini alla scoperta dell’ Irpinia, resoconto della giornata del 9 settembre del ’53.
In quel giorno ad  Avellino De Sica, Zavattini, Marotta e l’attrice Maria Mercader  pranzarono al ristorante  "Rosetta", in pieno Corso Vittorio Emanuele dove si fermò una macchina di colore avana che subito attrasse l’attenzione degli avellinesi per la presenza degli illustri personaggi. L’incontro con Camillo Marino, giornalista e critico cinematografico, fu proficuo; Marino, qualche anno dopo, con il sostegno di Pasolini, darà vita alla rivista «Cinemasud» e il festival internazionale del cinema neorealistico "Laceno d’oro" di cui successivamente Cesare Zavattini sarà il nume tutelare.

Marotta, come è noto nasce da genitori avellinesi, perde il padre alla tenera età di sette anni. La morte del padre significa anche la perdita del benessere economico. 
Giuseppe  vive in condizioni di miseria, abbandona presto la scuola tecnica, entra all'Azienda del Gas con la mansione di operaio. La sua formazione culturale è da autodidatta, la sera e la notte, terminato il lavoro, studia e scrive le sue prime novelle. Si trasferisce a Milano dove dopo tanti sacrifici e ristrettezze,  entra alla Arnoldo Mondadori Editore e poi alla Rizzoli come redattore. Ha una rubrica fissa sul giornale «Film», collabora con «Il Corriere della Sera», compone sceneggiature cinematografiche e teatrali. Ma l’opera  che gli da la notorietà è L’oro di Napoli, da cui Vittorio De Sica trarrà un film nel 1954. Per Marotta Avellino è la città della sua infanzia spensierata, “della nostalgia per l’innocenza troppo presto perduta e per quella serenità che forse solo in  Irpinia, a tratti, aveva effettivamente conosciuto”. Milano rappresenterà la terra del lavoro, del benessere. Gianni Cerri, che intervista Marotta nel 1963 per il quotidiano milanese  «La Notte» così titola il suo articolo È spaccato in due il cuore di Marotta: metà batte per Milano, l’altra metà per Napoli.

(BC)

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