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POSSESSORI

Risultato della ricerca

Capuani, Giovanni Battista_Eremi Incoronatae

Capuani, Giovanni Battista <1669-1752>

Personale/collettivo: Personale

Codice: TP Note, dedica, postille e note di possesso manoscritte

Descrizione

Nota manoscritta (sul frontespizio): fratris ioannis baptistae capuani cellarij codex

 fr.is io. baptistae capuanij cellarij codex

fr.is Ioannis Baptistae Capuani cellarii codex

liber novitj Capuanj

 

GIOVANNI BATTISTA CAPUANI, nato a Vallata (Avellino), fu ordinato sacerdote nel 1696 e andò a completare gli studi a Roma dove ottenne la laurea in utroque iuri Vicario di Mottola (Taranto) nel 1704 e della Diocesi di Bari nel 1718, fu giudice sinodale della Diocesi di Sant'Angelo dei Lombardi (Av) nel 1722. Divenne successivamente vicario generale del vescovo di Terracina, Sezze e Priverno, ultima tappa verso la promozione vescovile. Fu destinato infine a reggere la diocesi di Belcastro, in provincia di Catanzaro, nel dicembre del 1729, dove rimase fino al 1752, anno della sua morte.

(Dizionario Biografico degli Italiani, v. 19, p. 253-255)

PID: NAPP000569

Collocazione

Cardellicchio, Lorenzo

Cardellicchio, Lorenzo

Personale/collettivo: Personale

Codice: TP Note, dedica, postille e note di possesso manoscritte

Descrizione

Nota manoscritta (a pagina 1): D. Lorenzo Cardellicchio O.S.B.


LORENZO CARDELLICCHIO, nome secolare Vincenzo, nasce il 25 ottobre del 1900 a Lacedonia (AV)

  • - seminarista nel seminario di Salerno, torna dalla milizia il 25 febbraio 1919

  • 1919 - ammissione al noviziato

  • 1920 - professione semplice

  • 1923 - per motivi di salute esce dal monastero e si iscrive al clero secolare

  • 1924 - viene riammesso in Seminario

  • 1927 - voti solenni, nello stesso anno rettore del Seminario diocesano

  • 1929 si imbarca per l'America per visitare i genitori ivi residenti e per fare opera di propaganda a favore del santuario e dell'erigendo orfanotrofio. non ritorna più dall'America e si secolarizza

  • 1936 - giunge al p. abate il rescritto di secolarizzazione

  • muore nel 1988

PID: NAPP001264

Collocazione

Castaldo, Nicolino

Castaldo, Nicola

Personale/collettivo: Personale

Codice: TP Note, dedica, postille e note di possesso manoscritte

Descrizione

NICOLA CASTALDO, nato il 29 maggio 1714 ad Afragola, indossò l'abito religioso nel 1732 e cambiò il suo nome in Luigi. Terminati gli studi, parte dei quali eseguiti a Montevergine, gli furono attribuiti diversi incarichi che lo portarono a spostarsi in differenti realtà locali. Vicario a S. Agata di Puglia nel 1740, si trasferì dopo quattro anni a Capua dove occupò l'ufficio da archivista. In anni successivi fu cellerario prima a Montefusco e poi a Marigliano; organista a Napoli e a Capua e sacerdote a Napoli, Lauro e Palma. Morì il 28 luglio 1797.

PID: NAPP001782

Collocazione

Conte, Eduardo

Conte, Eduardo

Personale/collettivo: Personale

Codice: TP Note, dedica, postille e note di possesso manoscritte

Descrizione

Nota manoscritta (in testa al frontespizio): D. Edoardo O.S.B.


Nota manoscritta: Conte Quirino


Conte, EduardoEDUARDO CONTE, nome secolare Quirino, nacque il 28 luglio 1918 a Grottolella (AV).
Ancora giovanetto entrò nel monastero di Montevergine. Il 1 agosto del 1937 accolse la vestizione noviziale e il 29 agosto del 1938 emise i voti monastici. Dal 1939 al 1941 studiò a Subiaco e nell’ottobre del 1941 prese gli ordini minori. Nel 1942 divenne diacono e il 23 maggio dell’anno seguente fu ordinato sacerdote. Fotografo storico di Montevergine, compì con senso di responsabilità i suoi doveri di monaco, sacerdote ed insegnante. Amò peregrinare nei luoghi santificati da S. Benedetto, il Sacro Speco di Subiaco e il monastero di Santa Scolastica, prima di essere colpito da un’immobilità quasi completa. La sua vita è stata sempre accompagnata dalle parole della risposta che il profeta Isaia diede al Signore all’inizio della sua missione: “Eccomi, manda me!” (Is 6,8). Si spense a Montevergine il 14 febbraio 1999.


(Archivio di Montevergine, busta 539)

(P. d. Eduardo Conte, in «Il Santuario di Montevergine», 80(1999), n. 3, p. 61-62)


PID: NAPP002362

Collocazione

Monteverginella

Convento di Monteverginella <Napoli>

Personale/collettivo: Collettivo

Forma di rinvio: Monteverginella

Codice: TC Timbri conventuali e di ordini religiosi

Descrizione

 
Timbro (sul frontespizio): BIBLIOTHECAE MON VIR NEA


La CHIESA di SANTA MARIA di MONTEVERGINELLA, con annesso monastero, fu fondata nel 1314 dal protonotario del Regno Bartolomeo di Capua. Costui, nello stesso anno, donò all’abbazia di Montevergine un suo palazzo insieme con la chiesa da lui edificata e si preoccupò di chiedere all’arcivescovo di Napoli la piena esenzione. Il monastero ricevette numerose donazioni e divenne, dopo quello di Montevergine, il più importante della congregazione; nel 1611 fu elevato ad abbazia da papa Paolo V. Nei secoli successivi furono fatti diversi lavori, importantissimi quelli fatti eseguire dall’abate Gallo Gallucci nel 1708; nello stesso secolo vi curò la decorazione l’artista Domenico Antonio Vaccaro. Dopo la soppressione del 1807, la chiesa fu concessa ai Chierici Regolari Minori e poi ad altre congregazioni religiose. In una carta della busta n. 448 dell'Archivio di Montevergine è presente un timbro con nel mezzo lo stemma di Montevergine e la scritta nel bordo esterno: BIBLIOTHECAE MON VIR NEA, con una nota manoscritta: “Dato da questo Monistero di Alto Spirito vulgo di Montevergine di Napoli questo di 27 Gennajo 1796: in atto di S. Visita f. …D. Agostino Pagano segretario della Congregazione.

(Giovanni Mongelli, L'Archivio storico dell'abbazia benedettina di Montevergine, Inventario, v. 2., 1974; Vincenzo Regina, Le chiese di Napoli..., 2004); Archivio Possessori della Biblioteca Nazionale di Napoli

PID: NAPP000350

Collocazione

SPBCN (Sacri Palatii Bibliotheca Crucis Neapolis)

Convento di Santa Croce di Palazzo <Napoli>

Personale/collettivo: Collettivo

Codice: TC Timbri conventuali e di ordini religiosi

Descrizione


Vedi:
Santa Croce di Palazzo <Napoli>


Cordella Federico

Cordella, Federico <1857-1914>

Personale/collettivo: Personale

Codice: TP Note, dedica, postille e note di possesso manoscritte

Descrizione

Nota manoscritta (sul frontespizio): Cordella Federico

Nota manoscritta: Cordella


FEDERICO CORDELLA nacque a Napoli nel 1857 da una feconda famiglia di musicisti; compiuti gli studi presso il Conservatorio di San Pietro a Majella, giunse ad Avellino nel 1879, quando il padre, funzionario di prefettura fu trasferito nel capoluogo irpino. Ad Avellino svolse un intensa attività artistica, stimolato da un fervente ambiente culturale post-unitario. Ben presto cominciò a produrre numerose composizioni musicali che riscossero gran successo e contemporaneamente si dedicò all’insegnamento che occupò gran parte della sua vita. Nel 1883 fu nominato direttore della Scuola di Canto corale comunale e di musica, fu poi nominato professore di Canto corale nella Regia Scuola Normale femminile di Avellino e direttore della Scuola di Musica del locale Orfanotrofio. Autore di testi scolastici musicali come il Manuale teorico-pratico di Canto Corale per uso delle Scuole Normali  fu anche autore di composizioni di musica sacra (presso Bertarelli Milano) e di una collezione di canti a una e a due voci con accompagnamento di pianoforte per le scuole normali e istituti di educazione (Ricordi, Milano). Oltre che con le due case editrici milanesi, Cordella pubblicò con gli editori Rizzo Maddaloni, Orlandini di Napoli e per Pergola di Avellino. Tra le varie composizioni composte da Cordella va ricordata la raccolta dell’album vocale Dai Colli del Partenio dedicata a Leonora Mancini, figlia di Pasquale Stanislao noto politico Avellinese. Il 28 maggio 1892 sposò Rosina Biancardi (Avellino 1858-1936), alla quale anni prima aveva dedicato la mazurka per pianoforte La Danza dei Fiori e il valzer Primi Albori. Fu grande amico di artisti, cantanti, compositori e musicisti contemporanei, come Vincenzo Galiero, Camillo De Nardis, Ernesto e Modestino Rivela. Numerosi suoi allievi ottennero numerosi riconoscimenti all’estero, specie in America. Cordella morì ad Avellino il 26 ottobre del 1914 nella sua abitazione di Piazza della Libertà e i funerali vennero celebrati nella Chiesa di Monserrato in presenza di un vastissimo pubblico.

(Andrea Massaro, Omaggio a Federigo Cordella musicista avellinese, Avellino 1988)


PID: NAPP002070

Collocazione

Corvaia_stema

Corvaia, Vittore Enrico Maria

Personale/collettivo: Personale

Forma di rinvio: Corvaia, Vittore

Codice: TP Note, dedica, postille e note di possesso manoscritte

Descrizione

Nota manoscritta (sul verso della copertina): Ad usum d. Victorij Maria Corvaja monachi O.S.B.



Visualizza il ritratto di Vittore Enrico Maria CorvaiaVITTORE ENRICO MARIA CORVAIA, nato a Palermo il 19 giugno 1834, resse l’Abbazia di Montevergine dal 1879 al  1908. A soli dodici anni fu probando presso il monastero  di S. Nicolò l’Arena in Catania dove vestì per la prima volta l’abito monastico. Si trasferì poi a Subiaco dove, nel 1858, fu ordinato sacerdote. Nel 1879 a Montevergine divenne dapprima coadiutore dell’abate Guglielmo De Cesare che, come buon conoscitore di uomini, lo scelse per affiancare il vicario generale Giambattista Coscinà negli affari diocesani ed affinché si rendesse conto di tutto l’ambiente dell’abbazia di Montevergine. A contraddistinguere il religioso fu il fascino verso il culto divino; per tale ragione fece erigere la Via Crucis a Montevergine, curò particolarmente gli altari e la conservazione delle sacre reliquie, che furono rimosse dalla cappella di san Michele e riunite tutte in quella di san Guglielmo. L’abate Corvaia si occupò anche degli opportuni ornamenti, lasciandone il ricordo in una iscrizione marmorea. Nel 1908 un breve pontificio lo nominava vescovo titolare di Tripoli sicché, dopo la consacrazione episcopale avvenuta nella cattedrale di Montevergine, poté fare la consegna dell’abbazia al suo successore, l’abate Gregorio Grasso. Morì il 22 luglio del 1913.

(Giovanni Mongelli, Storia di Montevergine e della Congregazione Verginiana, VII, 1978)

PID: NAPP000348

Collocazione

Coscina, Giovanni Battista_ad usum

Coscinà, Giovanni Battista <1807-1882>

Personale/collettivo: Personale

Codice: TP Note, dedica, postille e note di possesso manoscritte

Descrizione

Nota manoscritta (sul frontespizio): ad usum R. P. Iov. Battista Coscina

 

GIOVANNI BATTISTA COSCINÀ, nato a Napoli nel 1807, effettuò la vestizione nel 1828 e l’ordinazione sacerdotale nel 1831. Fu poi sacrista maggiore a Montevergine, lettore morale, parroco e vicario a Terranova, definitore generale e penitenziere apostolico. Nel 1859 fu vicario generale della diocesi di Montevergine durante l’abbaziato di Guglielmo De Cesare, il quale, rimasto vittima  di un attentato, si trasferì a Roma e nominò come suo vice Coscinà. Insieme collaborarono per difendere Montevergine e il Palazzo Abbaziale di Loreto dalle leggi sulla soppressioni delle corporazioni e degli ordini religiosi. Nell’ottobre 1868 l’abbazia fu riconosciuta come Monumento Nazionale e nel 1879 la Congregazione Verginiana fu unita con quella sublacense o cassinese della prima osservanza. Coscinà morì il 29 ottobre 1882.

(Giovanni Mongelli, Storia di Montevergine e della Congregazione Verginiana, VI, 1971)

PID: NAPP000032

Collocazione

Cudi, Teodorico_ad uso

Cudi, Teodorico

Personale/collettivo: Personale

Codice: TP Note, dedica, postille e note di possesso manoscritte

Descrizione

Nota manoscritta (sulla carta di guardia): ad uso di D. Teodorico Cudi O.S.B.

 

TEODORICO (STEFANO) CUDI, spagnolo di S. Stefano de Bos. Egli nacque nel 1829, nel 1856 fu novizio, nel 1859 ordinato sacerdote, nel 1874 si trasferì a Montevergine, nel 1882 fu nominato vicario generale della diocesi. Divenne nel 1904 abate titolare di San Gennaro di Terranova. Nella Cronaca del monastero si specifica che l’abate Corvaia chiese udienza al papa affinché don Teodoro Cudi fosse decorato della dignità di abate titolare. Il tutto si svolse con una solenne cerimonia nel palazzo abbaziale di Loreto, alla presenza di tutti i monaci della congregazione. Morì il 30 gennaio del 1919.

PID: NAPP001213

Collocazione

D'Agnese, Giacinto

Personale/collettivo: Personale

Descrizione


GIACINTO D'AGNESE, nasce a Piedimonte d'Alife (CE) il 22 gennaio 1761.
Il 15 giugno del 1776 viene accettato nel monastero benedettino di Montevergine (AV).

  • 1776 – il 22 giugno  vestizione noviziale

  • 1777 – professione temporanea

  • 1778/80 – studente a Roma

  • 1771 – studente a Napoli

  • 1782 – diacono e studente a Capua (CE)

  • 1783 – studente e sacerdote a Capua

  • 1784/87 – maestro dei professi a Capua

  • 1788 – cellerario a Formicola (CE)

  • 1789 – vicario a Roma

  • 1790 – sacerdote a Montevergine

  • 1791 – sacrista a Lauro (AV)

  • 1792 – cellerario a Terranova (BN)

  • 1793 – sacerdote a Formicola

  • 1794 – lettore di Morale a a Formicola

  • 1795 – sacerdote a Formicola

  • 1796/98 – vicario ad Arienzo (CE)

  • 1798/99 – si secolarizza

(Archivio di Montevergine)

D'Aloe, Stanislao

D'Aloe, Stanislao

Personale/collettivo: Personale

Codice: EL Ex libris

Descrizione

Ex libris


STANISLAO D'ALOE nacque il 3 agosto del 1814 a S. Onofrio (VV). Dopo aver studiato nel Seminario di Mileto prima, e nell’università di Napoli poi, fu storico, critico d’arte, archeologo e giornalista. Le numerose pubblicazioni, tra cui il Tesoro lapidario di Napoli e Guida dei quadri della reale pinacoteca borbonica, gli valsero la nomina nel 1845 a segretario generale del R. Museo Borbonico e nel 1846 a ispettore dei monumenti del Regno.  Per il  VII° Congresso Scientifico degli Italiani, che si svolse a Napoli nel 1845 e fu accompagnato dalla redazione di una guida della città, ricevette l’incarico di redigere i capitoli relativi alle chiese di Napoli. Si dedicò così anche alla programmazione di interventi di tutela, entrando in polemica con restauratori improvvisati e con i proprietari delle opere d’arte mal custodite, con l’immobilismo e la negligenza delle autorità competenti, scontrandosi già all’epoca con i problemi dovuti all’esiguità delle risorse a disposizione. Molte delle sue opere furono pubblicate in francese come: Guide pour la precieuse collection des tableaux de Son Altesse Royale le Prince De Salerne placee dans deux salles superieures du Musee Royal Bourbon 1842, Les peintures de Giotto de l'eglise de l'Incoronata a Naples 1843, Naples ses monumens et ses curiosités avec une description de Pompei, Herculanum, Stabies, Paestum, Pouzzoles, Cumes, Capoue et des autres endroits celebres des environs 1847, Nouveau guide du Musée Royal Bourbon 1854, Les ruines de Pompèi jusqu'en 1858. Numerossissime sono poi gli articoli e pubblicazioni di storia e critica d’arte. Si ricorda tra l'altro la collaborazione agli Annali civili del Regno delle Due Sicilie. La sua curiosità lo portò anche ad occuparsi di altri argomenti, come ne Il cacciatore medico ossia Trattato completo sulle malattie de' cani : con un metodo per addestrare i cani da caccia, tradotto in inglese, francese e tedesco. Profondamente cattolico e fedele ai Borbone, pagò col carcere in S. Francesco di Napoli la scelta di non ossequiare i nuovi governanti. Ricevette numerosissime onorificenze napoletane e straniere, ed a Napoli morì nel 1888, dove è sepolto sulla collina di Capodichino. Particolarmente legato alle sue origini e alla sua terra natale, tanto che ogni anno vi ritornava per il pellegrinaggio, in compagnia della famiglia, a S. Onofrio, dove oggi la scuola media ne ricorda la memoria attraverso il nome.

(Mario Teti, Gente di Sant’Onofrio. Sant’Onofrio, Ticonzero, 1997)

(Umberto Bile: Stanislao d'Aloe, ispettore dei monumenti. Tutela e restauro a Napoli fra il 1840 e il 1848)


PID: NAPP000816

Collocazione

D'Onofrio

D'Onofrio, Giovanni

Personale/collettivo: Personale

Codice: EL Ex libris

Descrizione

Il cartiglio raffigura San Girolamo nello studio nell’atto di trascrivere la Bibbia, con alle spalle il galero cardinalizio. Pur mancando i tipici attributi iconografici del santo, l'identificazione è comunque certa.

PID: NAPP001920

Collocazione

De Cesare

De Cesare, Guglielmo

Personale/collettivo: Personale

Codice: TP Note, dedica, postille e note di possesso manoscritte

Descrizione

Visualizza il ritratto di Guglielmo De CesareGUGLIELMO DE CESARE, nome secolare Francesco, Antonio, Pasquale, nacque a Campobasso il 28 marzo 1812; fu nominato abate di Montevergine il 15 maggio 1859. Resse l’abbazia per circa 25 anni ed eseguì diversi lavori edilizi e di restauro sia al santuario sia al palazzo abbaziale, iniziò i lavori della strada rotabile portati a compimento solo fino  a metà montagna e "abbozzò una minuta di contratto per l’installazione di un tram a vapore o funicolare  o altra trazione meccanica dal comune di Ospedaletto all’abbazia". In seguito alla soppressione degli ordini religiosi Montevergine fu soppresso come monastero e tutti i suoi beni furono incamerati; nel 1868 l’abbazia fu riconosciuta ufficialmente come Monumento nazionale e nel 1879 De Cesare sostenne l’unione della congregazione verginiana con quella sublacense, il cui decreto fu confermato solennemente dal papa Leone XIII con un breve pontificio dell’8 agosto. Fu assassinato nel 1884 dal suo fidato cameriere, Ferdinando Vajo, a Roma, dove si recava spesso in quanto postulatore per la causa di beatificazione della serva di Dio, Maria Cristina di Savoia.

 

PID: NAPP000412

Collocazione

De Cesare, Raffaele_stemma

De Cesare, Raffaele

Personale/collettivo: Personale

Codice: EL Ex libris

Descrizione

Cartiglio con stemma (sul verso della copertina), mm 48x50; scudo araldico bipartito in senso verticale, incorniciato dal cappello ecclesiastico con due cordoni laterali da cui si apre una fioccatura di nappe; a sinistra stemma di Montevergine (sulla base dei tre monti, si erge una duplice Croce, di cui la superiore, cerchiata, simboleggia la Vergine SS.ma, che dà alla luce il Figlio di Dio incarnato, rimanendo vergine. La corona che sormonta la Croce cerchiata indica la protezione regia e imperiale di cui godeva Montevergine fino all'Unità d'Italia. Le lettere puntate M. V. si svolgono in Monte Vergine); a destra una torre, sulla cui sommità una figura maschile con elmo e lancia (l'arcangelo Michele?) schiaccia i serpenti

 

Visualizza il ritratto di Raffaele De CesareRAFFAELE DE CESARE, abate di Montevergine dal 25 aprile 1847 al 9 gennaio 1850. Originario di Chieti, nacque nel 1763 e nel decennio successivo fu ricevuto in monastero, poi studente in molte case verginiane, lettore scolastico, sacerdote a Napoli ed alla fine degli anni ’90 archivista a Montevergine; prima di ricoprire la carica di abate generale fu anche penitenziere apostolico. Il suo governo non fu segnato  da avvenimenti di particolare rilievo. Nel 1848 il De Cesare inaugurò a Montevegine il nuovo organo, che fu ritenuto il più grande organo orchestrale di tutta Italia, opera di Nicola Criscuoli, nativo di Venafro, e realizzò nel Palazzo Abbaziale di Loreto la grande vasca in mezzo al giardino, dove sarebbe dovuta sorgere la torre che, nei piani del primo progettista del palazzo, l'architetto Domenico Antonio Vaccaro, doveva servire da residenza dell'abate

(Giovanni Mongelli, Storia di Montevergine e della Congregazione Verginiana, VI, 1971)

PID: NAPP001467

Collocazione