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POSSESSORI

Risultato della ricerca

Gubitosa, Tommaso Agostino_timbro

Gubitosa, Tommaso Agostino

Personale/collettivo: Personale

Codice: TE Timbri di enti laici e persone

Descrizione

Timbro (sulla pagina prima del frontespizio), diametro mm 45: Tommaso Agostino Gubitosa abate ordinario di Montevergine

 

Visualizza il ritratto di Tommaso Agostino GubitosaTOMMASO AGOSTINO GUBITOSA, di Montaperto di Montemiletto (Avellino), nato il 27 luglio 1914, morto il 20 aprile 1997.
Nel 1928 entrò nell'alunnato monastico di Montevergine, emise i voti monastici il 15 ottobre 1934 e fu ordinato sacerdote il 29 giugno 1939. Fu priore amministratore della Congregazione di Montevergine nel periodo 1967-1968 e fu nominato abate ordinario di Montevergine dalla Santa Sede il 17 gennaio 1976, benedetto il 25 aprile dello stesso anno.
Per raggiunti limiti d'età presentò alla Santa Sede le dimissioni da abate il 25 giugno 1989.

(Il transito dell'Abate ordinario emerito Tommaso Agostino Gubitosa, in «Il Santuario di Montevergine», 78(1997), n. 5, p. 100-101)

PID: NAPP001136

Collocazione

Imbimbo, Gino_firma

Imbimbo, Luigi Tommaso <1879-1952>

Personale/collettivo: Personale

Codice: TP Note, dedica, postille e note di possesso manoscritte

Descrizione

Nota manoscritta (sul frontespizio): Gino Imbimbo

Nota manoscritta: Gino Imbimbo giovedì 27 maggio 1897 Avellino

 

LUIGI (GINO) TOMMASO IMBIMBO, maestro di musica, di Avellino; nel terzo anniversario della sua morte la vedova, Esther Magno, dona i volumi appartenuti al marito alla Biblioteca di Montevergine

Per ulteriori informazioni, consultare la pagina di questo sito relativa alle Donazioni

PID: NAPP001283

Collocazione

Lanna, Domenico

Lanna, Domenico

Personale/collettivo: Personale

Descrizione

Timbro (sul frontespizio): CAN. DOMENICO LANNA AVERSA

 

DOMENICO LANNA, (1834-1913), fece parte del Capitolo dei Canonici di Aversa (Caserta). L’istituzione rappresentò un centro vivente di evangelizzazione e di culto, di catechesi e di promozione socio-culturale, con fulgidi esempi di ecclesiastici: maestri, teologi, astronomi, poeti, letterati che onorarono la città e la diocesi; furono uomini dottissimi come Gaetano Maria de Folgore. Domenico Lanna fu autore dei Frammenti storici di Caivano, provincia di Napoli, 1903.

PID: NAPP000031

Collocazione

Limoncelli

Limoncelli, Antonio

Personale/collettivo: Personale

Codice: EL Ex libris

Descrizione

Cartiglio (sul piatto anteriore), mm 80x60, raffigurante un albero in primo piano; sullo sfondo il porto di Napoli con il Vesuvio e il monte Somma; in basso: ANTONIO LIMONCELLI napolitano; tra le foglie dell'albero, motto: IL LAVORO È VITA

Timbro rotondo, diametro mm 47; nella cornice esterna: BIBLIOTECA ANTONIO LIMONCELLI

PID: NAPP000986

Collocazione

Cliccare qui per consultare la scheda di Antonio Limoncelli nell'Archivio Possessori della Biblioteca Nazionale di Napoli

Marcone_Giuseppe_Ramiro

Marcone, Giuseppe Ramiro

Personale/collettivo: Personale

Codice: TP Note, dedica, postille e note di possesso manoscritte

Descrizione

Nota manoscritta (in testa al frontespizio): D. Giuseppe Ramiro Marcone ab. ord.



Abate MarconeRAMIRO MARCONE (nome secolare Giuseppe) è stato uno dei più longevi abati della Congregazione di Montevergine e anche per questo uno dei più importanti; viene ricordato per le numerose opere di cui si rese promotore in favore non solo del Santuario di Montevergine, ma anche delle comunità dei diversi paesi che si trovano nel territorio del Partenio.

Nacque a San Pietro Infine, in provincia di Caserta, il 15 marzo 1882. Iniziò il suo cammino monastico nell’abbazia di San Giuliano d’Albaro a Genova, dove il 30 novembre 1898, sedicenne, professò il triplice voto di povertà, castità e obbedienza.
Proseguì gli studi, perfezionandosi nelle discipline filosofiche e teologiche, presso il Collegio internazionale di S. Anselmo in Roma, dove conseguì la laurea in filosofia e dove, dall’ottobre del 1907, intraprese l’insegnamento di Storia della filosofia. Per la sua fama di eccellente professore e per la pubblicazione di manuali specifici, fu annoverato tra i soci dell’Accademia filosofia di San Tommaso d’Aquino. Nel 1915, mentre era professore e vice-rettore dell’Ateneo di S. Anselmo, fu chiamato alle armi con il grado di tenente di complemento.

Anche in occasione dei tristi eventi della Prima Guerra Mondiale, Giuseppe Ramiro Marcone si meritò encomi solenni per atti di valore nell’esercizio zelante del suo ufficio di cappellano militare.
L’11 marzo del 1918 fu dal papa Benedetto XV nominato abate ordinario di Montevergine, incarico che resse per ben 36 anni, fino al 1952.
In questo lungo periodo di abbaziato il suo impegno non si limitò a quello di monaco, padre e maestro (qualità che pure gli vennero vieppiù riconosciute, anche mentre era in vita), ma con la sua tenacia ed intraprendenza diede impulso alla rinascita spirituale e religiosa della Congregazione di Montevergine, si dedicò ad attività sociali e di apostolato, intensificò – da buon diplomatico – i rapporti con le varie cariche ecclesiastiche, istituzionali e con la Casa Savoia.
Fu nominato Nunzio Apostolico in Croazia; portò a compimento la strada rotabile per Montevergine, diede incremento alla costruzione della Funicolare che ancora oggi – opportunamente adeguata ed ammodernata – consente di raggiungere in soli 10 minuti il Santuario Mariano sulla sommità del monte in un percorso spettacolare lungo il quale si può godere di una vista mozzafiato su tutta la vallata.

Giuseppe Ramiro Marcone promosse inoltre la costruzione del Bar ristorante albero “Romito” su Montevergine, costruì l’orfanatrofio femminile e fondò la Congregazione delle Suore Benedettine di Montevergine, che continuano tuttora ad animare la vita non soltanto religiosa del paesino di Mercogliano, anche con la tenuta di una frequentata scuola elementare.
Durante la Seconda Guerra Mondiale, l’abate Giuseppe Ramiro Marcone ospitò nel palazzo abbaziale di Loreto delle famiglie di profughi provenienti dall’Abissinia e nella tragica occasione del bombardamento del 14 settembre 1943 della città di Avellino offrì un sicuro rifugio a tutti gli sfollati.

Notevole è la bibliografia sulla benemerita figura dell’abate Giuseppe Ramiro Marcone.
Le notizie di questa succinta scheda sono state tratte per la gran parte dal catalogo della mostra tenutasi presso la Biblioteca di Montevergine nel 2008 dal titolo Giuseppe Ramiro Marcone: dalla monarchia alla Repubblica, 1918-1952 (Montevergine, Edizioni Padri Benedettini, 2008).
L’ opuscolo Nel 25. di sacerdozio di monsignor Giuseppe Ramiro Marcone (Avellino, Tipografia Pergola, 1931) è un estratto dalla rivista «Il Santuario di Montevergine» del 1931.
In occasione della sua scomparsa, avvenuta in Arezzo il 10 luglio 1952, fu pubblicato un numero speciale della rivista «Il Santuario di Montevergine» - la cui fondazione si deve peraltro proprio all’abate Marcone -,  Mons. d. Giuseppe Ramiro Marcone : numero speciale dedicato alla santa memoria del fondatore del Bollettino (Avellino, Pergola, 1952).
Nella sua città Natale, San Pietro Infine, si tenne nel 2010 un convegno di cui si fece promotrice la dinamica ed attiva Associazione culturale Ad flexum, che curò la pubblicazione degli atti nel volume Don Giuseppe Ramiro Marcone abate di Montevergine : atti del convegno, San Pietro Infine, 5 settembre 2009 (Venafro, Eva, 2010).
Infine, in occasione del centenario della nomina abbaziale di Don Giuseppe Ramiro Marcone (1918-2018), la Comunità monastica di Montevergine e la Biblioteca Statale di Montevergine hanno promosso e curato la pubblicazione dei due diari manoscritti inediti dell’abate, insieme con la cronaca del suo soggiorno in Croazia dal 1941 al 1945. Custoditi con devozione dai Padri benedettini, i documenti mettono in luce le virtù religiose, riflessive e caritatevoli dell'abate, la sua attività pastorale, sociale e diplomatica al servizio della comunità monastica; il volume, dal titolo L'abate Giuseppe Ramiro Marcone nei manoscritti inediti dell'abbazia di Montevergine (Napoli, Arte'm, 2018) è stato presentato presso il Salone degli Arazzi del Palazzo abbaziale di Loreto il 9 marzo 2019.

PID: NAPP002367

Collocazione

Marra, Teodorico

Marra, Teodorico

Personale/collettivo: Personale

Codice: TP Note, dedica, postille e note di possesso manoscritte

Descrizione

Nota manoscritta (sul frontespizio): D. Teodorico OSB



TEODORICO MARRA, nome secolare Vincenzo, nacque il 25 febbraio 1904 a Pannarano (Benevento)

Teodorico, Marra. 1926 - professione di fede

. 1928 - ordinazione sacerdotale; si trasferisce a Sant'Anselmo per completare gli studi

. 1929/1932 - insegnante di canto al Seminario diocesano di Avellino e al Seminario diocesano di Nola

. 1938 - prefetto degli alunni

. 1953 - direttore di canto, delegato di canto sacro per le missioni

. 1958 - delegato regionale Ceciliano; fino al 1960 ottiene il mandato di visitare ogni diocesi e dare le opportune direttive per l'applicazione delle norme pontificie in materia di musica sacra; insegna canto ai seminaristi di Avellino e Ariano Irpino e agli studenti domenicani di Barra (Napoli)

. 1965 - insegnante di canto al Seminario regionale di Benevento

Morì nel 1997

PID: NAPP001927

Collocazione

E 036 121.4
E 036 241.1

E 036 245.1

E 036 266.1

E 036 270.1

E 036 272

E 038 052

E 039 038

E 039 046

E 039 055

E 039 058

E 039 060
E 039 064
E 039 076
E 039 130
E 039 141
E 039 148
E 039 164
E 039 169
E 039 238(1

Masucci, Giuseppe

Masucci, Giuseppe

Personale/collettivo: Personale

Codice: TP Note, dedica, postille e note di possesso manoscritte

Descrizione

Nota manoscritta (sul frontespizio): Masucci O. S. B.


Visualizza il ritratto di Giuseppe MasucciGIUSEPPE MASUCCI, nome secolare Generoso, nacque a Volturara Irpina nel 1906. Compiuti gli studi ginnasiali nell’Alunnato monastico di Montevergine, dove era entrato ragazzo, il 7 ottobre 1923 iniziò l’anno di prova noviziale e il 24 ottobre 1924 prese i voti triennali. Dopo aver frequentato il corso di filosofia nel monastero di Montevergine, compì gli studi di teologia nel Collegio internazionale di S. Anselmo a Roma e contemporaneamente si iscrisse alla facoltà di Diritto Canonico nel Collegio dell’Angelico, dove si laureò.  Il 18 ottobre 1927 si consacrò definitivamente al Signore coi voti solenni. Il 25 ottobre 1930 fu ordinato sacerdote e cominciò il suo apostolato. Fu Prefetto degli alunni e Maestro dei novizi. Si appassionò allo studio delle lingue straniere, in particolare all’inglese, fino a parlarlo correntemente, perfezionandosi in Inghilterra presso il monastero benedettino di Ramsgate. Insegnò poi anche il francese per diversi anni nel Seminario Vescovile di Avellino. Nel 1940 l’abate Marcone, nominato Visitatore Apostolico a Zagabria, condusse con sé il padre Giuseppe, come Segretario. Rimase in Croazia fino al mese di marzo 1946, imparando nel frattempo il croato, aiutando gli ebrei perseguitati, i soldati italiani allo sbando e tutti coloro che ne avevano bisogno. Ritornato a Montevergine si dedicò allo studio, la preghiera, l’insegnamento e l’apostolato; morì l’8 ottobre 1963, quando da poco aveva compiuto 57 anni, proprio durante la sua missione sacerdotale.

(Archivio di Montevergine, busta 540)

(Padre don Giuseppe Masucci, in «Il Santuario di Montevergine»,  44(1963), n. 7-8, p. 83-84)

PID: NAPP002200

Collocazione

Matricardi_Alferio

Matricardi, Alferio

Personale/collettivo: Personale

Codice: TP Note, dedica, postille e note di possesso manoscritte

Descrizione

Nota manoscritta (sul piatto posteriore): D. Alferio Matricardi O.S.B.

Matricardi_AlferioALFERIO MARIA MATRICARDI, nome secolare Carlo, nacque a Santa Maria Capua Vetere (CE) il 25 febbraio 1916, da Domenico e Amelia Zampano. Rimasto orfano del padre a soli due anni, entrò come alunno a Montevergine nell’ottobre del 1928. Il 30 settembre 1933 venne accettato come novizio e prese il nome di Alferio Maria, in onore di un altro padre dell’ordine benedettino; il 20 ottobre successivo così scriveva alla madre e alle sorelle Ginevra e Gilda: «Ora, invece di uno, avrò due Santi Protettori: S. Carlo e S. Alferio, e spero di imitarne, con l’aiuto di Dio, le virtù sacerdotali dell’uno, e quelle monastiche dell’altro …». Il 13 marzo del 1935 emise la professione temporanea e il 16 luglio del 1938 quella solenne. Compiuti gli studi ginnasiali, filosofici e teologici, il 29 giugno 1939 fu ordinato sacerdote nella chiesa di Montevergine dal vescovo di Avellino, Monsignor Francesco Petronelli, assistito dall’abate ordinario Giuseppe Ramiro Marcone e dal padrino D. Benedetto Maria Tortora. Fu festeggiato dai familiari e dai numerosi confratelli, con l’accompagnamento dell’organo suonato da D. Teodorico Marra; nella stessa occasione furono ordinati sacerdoti anche: Giovanni Mongelli, Roberto D’Amore, Lucio De Marino, Raffaele Baratta e Tommaso Gubitosa. D. Alferio, profondo osservatore della Regola, riservato nelle relazioni coi confratelli e con gli estranei, sempre severo con se stesso, volle approfondire i suoi studi filosofici e teologici, pubblicando poi sul Bollettino di Montevergine alcuni suoi scritti come: La famiglia imperiale di Courtenay Valois ed un secondo a carattere religioso: Le SS. Reliquie, quest’ultimo interrotto dalla prematura morte. Il padre abate, riconosciute le capacità di questo suo giovanissimo monaco, lo nominò insegnante di storia e geografia delle classi ginnasiali. Il 20 marzo 1941, a seguito di un operazione chirurgica d’urgenza per un’appendicite degenerata in peritonite, D. Alferio spirò tra le braccia del suo amato priore D. Bernardo Rabasca e del padre maestro dei novizi, D. Giuseppe Masucci.

(Archivio di Montevergine)
(Alferio Maria Matricardi, Le SS. Reliquie : un prezioso tesoro del Santuario, in «Il Santuario di Montevergine»,  21(1940), n. 3-4, p. 36-39)
(Consummatus in brevi …, in «Il Santuario di Montevergine», 21(1941), n. 12, p. 120-121)
(Gilda Matricardi, Primavere virginiane : reverendo p. d. Alferio Maria Matricardi, 1942)
(Alferio Maria Matricardi, La Famiglia imperiale di Courtenay Valoys : le SS. Reliquie, ristampa 1949)

PID: NAPP002365

Collocazione

O 009 204

Mazza, Giuseppe Antonio

Mazza, Andrea <1724-1797>

Personale/collettivo: Personale

Forma di rinvio: Mazza, Giuseppe Antonio Maria

Codice: TP Note, dedica, postille e note di possesso manoscritte

Descrizione

Nota manoscritta (sul frontespizio): ex libris d.no Joseph Antonii Mazza

 

ANDREA MAZZA, nacque a Parma il 21 novembre 1724 da Orazio e da Rosa Benelani e ricevette il nome di Giuseppe Antonio Maria. Compì i primi studi presso il collegio di Reggio Emilia. Il 15 ottobre 1741 fece professione per la Congregazione benedettino-cassinese nel monastero di S. Giovanni Evangelista di Parma e adottò il nome di Andrea. Compiuti gli studi teologico-filosofici a Padova, dove fu allievo di Jacopo Stellini, nel 1744 fu scelto tra i dieci monaci che a quel tempo la Congregazione inviava a Roma per approfondire gli studi di teologia (nei quali poté avvalersi dell’insegnamento del padre A. Bortoletti) e di diritto canonico (sotto la guida di Gabriele Maria de Blasi). In quel periodo gli fu affidata anche la custodia del monastero in cui risiedeva. Nel 1748 fece ritorno a Parma, dove fu impegnato nell’insegnamento della teologia fino al 1760. Subito dopo il M. fu nominato bibliotecario del suo monastero e divenne segretario dell’abate Lanfranco Gnabbi. Nel 1766 il M. curò l’edizione di alcune opere inedite di Galileo Galilei, Benedetto Castelli e altri, per il tomo IV della Nuova raccolta d’autori che trattano del moto delle acque (Parma). All’inizio del 1768 fu destinato alla Biblioteca, senza titolo ufficiale ma con la mansione di aiuto-bibliotecario di Paciaudi: le non poche incombenze di servizio che l’apertura al pubblico nel 1769 comportò, fra cui anche la distribuzione dei libri, gli impedirono di mettere a frutto le proprie competenze e guastarono il suo rapporto con Paciaudi stesso. Nel 1771 Andrea Mazza fu eletto priore del monastero di S. Giovanni; l’anno successivo compose le osservazioni al Cours d’études del Condillac (Parma, Biblioteca Palatina, Parmense, 644), già precettore a Parma dal 1758 al 1768. Sempre nel 1772, mentre Paciaudi conosceva alterne fortune, il M. ebbe ufficialmente il titolo di vicebibliotecario; seguì, nel 1774, quello di bibliotecario.  Nel 1792 fu nominato nuovamente abate di S. Giovanni Evangelista, dove morì nel 1797

(Dizionario Biografico degli Italiani, v. 72, p. 474-476)

PID: NAPP001385

Collocazione

Moffa, Desiderio_ad usum

Moffa, Desiderio <fl. 1690-1702>

Personale/collettivo: Personale

Codice: TP Note, dedica, postille e note di possesso manoscritte

Descrizione

Note manoscritte (sul frontespizio): Ad usum D. Desiderij Moffi Monaci Cong.is Montis Virginis. Scriptum a me F.sco Accursio Petroni anno D.ni mill.mo septi.mo undecimo Kale...

 

DESIDERIO MOFFA, originario di Riccia (Campobasso), entra in monastero e nel 1690 effettua la vestizione, poi studente a Casamarciano (Napoli), al Goleto (Sant'Angelo dei Lombardi, Avellino), a Napoli, ad Aversa e Formicola, poi cellerario a Terranova (Napoli), agli inizi del 1700 sacerdote ad Ariano Irpino (Avellino), a Montevergine e a Penta (Salerno)

(Archivio di Montevergine, documenti manoscritti famiglia monastica di Montevergine)

PID: NAPP000029

Collocazione

Mongelli, Giovanni

Mongelli, Giovanni

Personale/collettivo: Personale

Codice: TP Note, dedica, postille e note di possesso manoscritte

Descrizione

Mongelli Padre GIOVANNI MONGELLI nacque a Tufo (Avellino) il 10 luglio 1915. All'età di 12 anni decise di avvicinarsi alla vita religiosa entrando nella scuola del Monastero Benedettino di Montevergine, dove ebbe come professore di filosofia l’abate Giuseppe Ramiro Marcone, che successivamente lo indirizzò verso il Pontificio Ateneo Sant’Anselmo in Roma dove conseguì la laurea in Filosofia. Fu ordinato presbitero il 29 giugno 1939. Cominciò ad insegnare materie filosofiche e teologiche a Montevergine e presso il Monastero di Noci (Bari).

Nominato archivista e bibliotecario, avviò lo studio sistematico della immensa raccolta delle oltre 7000 pergamene di Montevergine dando alle stampe, tra il 1956 e il 1962, il Regesto delle pergamene, che rimane uno strumento insostituibile per orientarsi nel vasto patrimonio del Monastero di Montevergine. Si dedicò inoltre al riordino del materiale cartaceo dell'archivio dell'abbazia, pubblicando dal 1974 al 1980 i volumi di inventario L'archivio storico dell'abbazia benedettina di Montevergine, nella collana Fonti e studi di storia legislazione e tecnica degli archivi moderni.

Tra le sue pubblicazioni bisogna ricordare gli otto volumi della Storia di Montevergine e della Congregazione Verginiana (1965-1978),  Tufo: profilo storico della vita civile del comune (1963 e 1979), la Storia di Mercogliano: dalle origini ai nostri giorni (1979),  il Profilo storico del Goleto dalle origini ai nostri giorni (1985), la Storia civile di Altavilla Irpina dalle origini ai nostri giorni (1990), il Profilo storico delle diocesi irpine (1994), curò l’edizione critica della Legenda de vita et obitu S. Guilielmi, il prezioso codice manoscritto – custodito presso la Biblioteca di Montevergine -  in cui vengono narrati la vita e i miracoli del fondatore di Montevergine, san Guglielmo da Vercelli, patrono d’Irpinia. Pubblicò su prestigiose riviste italiane ed estere numerosi articoli sulla spiritualità delle congregazioni monastiche. Scrisse le Costituzioni di alcuni Istituti di suore secondo le norme del nuovo Codice di Diritto Canonico.

Nel 1976 fu insignito della medaglia d’argento dell’Accademia Tiberina di Roma, che lo iscrisse nel suo albo accademico come socio onorario; il suo nome da accademico è Aristarco Millengo. Fu, con padre Placido Mario Tropeano (direttore della Biblioteca di Montevergine fino al 2008), tra i prestigiosi storici della nuova famiglia monastica verginiana, ai quali seguiranno gli studiosi che hanno contribuito a incrementare la notevole bibliografia su Montevergine.

Morì a Montevergine il 29 agosto 1995.

Nota manoscritta: p. d. Gio. Mongelli O. S. B. 21/IX/52

PID: NAPP002134

Collocazione

E 019 085E 025 203
E 019 086E 038 044
E 019 087E 039 184(1
E 019 088E 039 184(3
E 019 100E 039 188/189
E 019 112E 039 195
E 019 146E 039 217
E 019 151E 039 218
E 019 153E 039 223
E 019 158E 039 228
E 019 161E 043 173.2
E 020 099
E 020 105
E 020 138
E 023 160
E 023 171
E 025 110/114
E 025 194
E 025 195
E 025 200O 012 223

Montefuscolo, Onorato

Montefuscolo, Onorato <fl. sec. 17>

Personale/collettivo: Personale

Codice: TP Note, dedica, postille e note di possesso manoscritte

Descrizione

Nota manoscritta (sul frontespizio): D. Honoratj a Mercuriano

 

ONORATO MONTEFUSCOLO, di Mercogliano, monaco corista di Montevergine. Nel 1606 effettuò la  professione; nel 1608 studente a Montevergine, nel periodo 1611-1612 studente a Napoli. Nel periodo 1613–1617 fu sacerdote a Capua (Caserta), Napoli, Montevergine, nel 1625 vicario a Capua. Negli anni 1626–1634 fu sacerdote a Napoli, Arienzo (Caserta), Montevergine, nel 1635 pro-procuratore a Mirabella (Avellino). Il Necrologio Verginiano ne riporta la morte nel 1635

(Archivio di Montevergine, documenti manoscritti famiglia monastica di Montevergine)

PID: NAPP000513

Collocazione

MONTEVERGINE timbro

Montevergine

Personale/collettivo: Collettivo

Codice: TP Note, dedica, postille e note di possesso manoscritte

Descrizione

 vedi:

Santuario di Montevergine

Monteverginella

Monteverginella

Personale/collettivo: Collettivo

Codice: TC Timbri conventuali e di ordini religiosi

Descrizione

vedi:

Convento di Monteverginella

Paolucci, Basilio

Paolucci, Basilio <fl. 1600>

Personale/collettivo: Personale

Codice: TP Note, dedica, postille e note di possesso manoscritte

Descrizione

 Nota manoscritta (sul frontespizio): D. Basilio Paolucci a Monte.ne. Monte Vergine

 

BASILIO PAOLUCCI, di Montefalcione (Avellino), monaco benedettino di Montevergine, nel periodo 1586–1589 fu studente a Montevergine; nel periodo 1590-1591 sacerdote a Montevergine; nel 1597 vicario a Napoli; nel 1599 vicario a Candida (Avellino), poi a Lauro (Avellino), Petina (Salerno), Mirabella (Avellino). Ne 1611-1612 procuratore in Prata (Avellino); negli anni 1614-1621 priore di Petina (Salerno), Cervinara (Avellino), Palma (Salerno), nel 1622 priore di Castelbaronia (Avellino)

(Archivio di Montevergine, documenti manoscritti della famiglia monastica di Montevergine)

PID: NAPP000025

Collocazione