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POSSESSORI

Risultato della ricerca

D. Carlo Rabasca

Rabasca, Carlo

Personale/collettivo: Personale

Codice: TP Note, dedica, postille e note di possesso manoscritte

Descrizione

Nota manoscritta: D. Carlo Rabasca


CARLO RABASCA, nome secolare Michele, nato a Calitri (AV) il 18 ottobre 1907

Visualizza il ritratto di Carlo Rabasca. 1919 - viene accettato in monastero come alunno

. 1924 - prende i voti monastici

. 1930, 19 ottobre - è ordinato sacerdote 

. 1930 - inizia l'attività di docenza di Teologia Dogmatica e Morale in monastero e di lettere nell'istitito "Maria SS.ma di Montevergine"

. 1947 - assume la carica di archivista del monastero, che terrà fino al 1956

. 1953 - viene nominato vicario della diocesi di Montevergine

. 1953-1990 - vice priore e cassiere del monastero

. 1994, 23 febbraio - alle ore 20 don Carlo Rabasca muore

PID: NAPP001809

Collocazione

Ricciardi, Flavio

Ricciardi, Flavio

Personale/collettivo: Personale

Forma di rinvio: Ricciardi, Onofrio ; Ricciardi, Flavio Maria

Codice: TP Note, dedica, postille e note di possesso manoscritte

Descrizione

Nota manoscritta (sul frontespizio): Ad usum D. Flavii Maria Ricciardi Benedictinae Congreg.nis Montis Virginis

 

FLAVIO RICCIARDI, di Penta (Salerno), nato il 1° maggio 1711, morto il 30 agosto 1767;  monaco di Montevergine (professione: 19 maggio 1730), nelle case di Casamarciano (Napoli), Marigliano (Napoli), Capua (Caserta), dove fu bibliotecario nel 1751. Nome secolare: Onofrio Ricciardi

(Archivio di Montevergine, registri manoscritti famiglia monastica di Montevergine)

PID: NAPP001376

Collocazione

Rocco, Marco_ex libris

Rocco, Marco

Personale/collettivo: Personale

Codice: TE Timbri di enti laici e persone

Descrizione

Cartiglio con stemma (sul verso della copertina), mm 92x72; scudo araldico sormontato da una corona, entro un ampio drappeggio con in testa altra corona; in basso, nel nastro: EX' LIBRIS MARCI ROCCO

 

MARCO ROCCO, giurista napoletano

PID: NAPP001189

Collocazione

Russoniello, Pompeo_1

Russoniello, Pompeo

Personale/collettivo: Personale

Codice: EL Ex libris

Descrizione

Timbro, mm 46x48, composto, guardando dal basso verso l'alto, dalla scritta: POMPEO RUSSONIELLO ..., dal paesaggio della Terra di Sant'Andrea di Conza racchiuso in una cornice a forma di ampolla e sovrastato infine dallo stemma comunale o dell'Università che raffigura Sant'Andrea, con gli attributi iconografici del pesce e della croce

Timbro, mm 89x29, diviso in tre parti nel senso della larghezza e formato, guardando da sinistra verso destra da: a) paesaggio della Terra di Sant'Andrea di Conza, racchiuso in una cornice a forma di ampolla e sovrastata dallo stemma comunale o dell'Università che al suo interno raffigura Sant'Andrea con gli attributi iconografici del pesce e della croce; b) la scritta POMPEO RUSSONIELLO ...; l'immagine di San Domenico, titolare dell'omonima parrocchia nel paese di Sant'Andrea di Conza

 

POMPEO RUSSONIELLO, originario di Sant’Andrea di Conza (Avellino), redattore di riviste locali, è stato curatore di diverse pubblicazioni riguardanti l’Irpinia. Nel 2000 ha donato la sua biblioteca ricca di circa 2000 volumi alla Biblioteca di Montevergine, testi dagli argomenti più disparati con particolare riferimento agli usi e ai costumi dell’Irpinia, alle agiografie e alle descrizioni artistiche del territorio. Sui testi compaiono gli ex-libris

(Pompeo Russoniello, Qui Sant'Andrea di Conza. Vent'anni di presenza sulla stampa irpina, [2006]; Fatima Affinito, La Biblioteca di Montevergine : fondo Russoniello : tesi di laurea in bibliografia e biblioteconomia, 2003)

PID: NAPP000013

Collocazione

  • Fondo Russoniello

SPBCN (Sacri Palatii Bibliotheca Crucis Neapolis)

Santa Croce di Palazzo <Napoli>

Personale/collettivo: Collettivo

Forma di rinvio: Convento di Santa Croce di Palazzo <Napoli>

Codice: TC Timbri conventuali e di ordini religiosi

Descrizione

Chiesa della città di Napoli, nei pressi della centrale Piazza del Plebiscito

"SPBCN" (Sacri Palatii Bibliotheca Crucis Neapolis)

PID: NAPP000671

Collocazione

CINQ 001 101

Santosuosso, Alfonso

Santosuosso, Alfonso

Personale/collettivo: Personale

Codice: TP Note, dedica, postille e note di possesso manoscritte

Descrizione

Nota manoscritta (in testa al frontespizio): Montevergine Ad usum Dni Alfonsi Santosuosso


Santosuosso, GennaroALFONSO GENNARO SANTOSUOSSO, nacque a Taurasi il 24 luglio 1914. Ancora giovanetto entrò nella comunità monastica di Montevergine. Il 14 ottobre 1935 emise i voti monastici. Fu ordinato sacerdote il 16 luglio 1941. Dopo essersi laureato in teologia nel Pontificio Ateneo di S. Anselmo in Roma, e in lettere classiche presso l’Università di Padova, insegnò nelle scuole dipendenti dall’abbazia di Montevergine. Fu sacrista e iconiere a Montevergine per molti anni, fervido osservatore della S. Regola, si distinse anche nella professione sacerdotale. Colpito da una lunga infermità, morì a Montevergine il 17 marzo 1996.




(Padre don Alfonso Gennaro Santosuosso, in «Il Santuario di Montevergine», 77(1996), n. 4, p. 81-83)

PID: NAPP002234

Collocazione

Monte Vergine

Santuario di Montevergine

Personale/collettivo: Collettivo

Forma di rinvio: Montevergine ; Monte Vergine

Codice: TP Note, dedica, postille e note di possesso manoscritte

Descrizione

Note manoscritte (sul frontespizio e in altre parti dei volumi):

Montevergine

Monte Vergine

Montis Virginis

Ad usum novitiorum Montis Virginis

Est Nouitiorum Montis Virginis

Ad usum monachorum Montis Virginis de Monte

Montevergine (timbro)

Abbazia nullius di Montevergine (timbro)

Sacri Cœnobij Montisuirginis de Monte (timbro)

Est Archivi Montis Virginis

 

 

MONTEVERGINE: si tratta di note di possesso che richiamano genericamente Montevergine, apposte su libri di studio dagli studenti del Seminario, oppure allo scopo di riaffermare l'appartenenza dei volumi stessi alla ricca biblioteca della Congregazione. D'altra parte, lo studio sistematico e rigoroso faceva parte della formazione dei monaci di Montevergine, obbligati all'osservanza delle disposizioni impartite nella Regola, di cui la declinazione più famosa è riassunta nel noto adagio ora, lege et labora

PID: NAPP000536

Serra, Luigi duca di Cassano stemma

Serra, Luigi <duca di Cassano>

Personale/collettivo: Personale

Codice: TE Timbri di enti laici e persone

Descrizione

Cartiglio (sul verso della copertina): Il Duca di Cassano Serra (firmato R. Morghen f.)

 

LUIGI SERRA, (Napoli, 1747-1825), fu il quarto duca del ramo di Cassano della famiglia Serra, antichissima e nobile, originaria di Genova, che godette di grande nobiltà anche nel regno di Napoli. Dottore in diritto ecclesiastico e civile, intraprese la carriera ecclesiastica divenendo protonotario apostolico nel 1908, arcivescovo di Capua nel 1826 ed infine cardinale nel 1831. Nel Dizionario storico ragionato del Regno Napoli di Lorenzo Giustiniani, nel volume che riguarda Napoli, si riferisce nel paragrafo che riguarda le biblioteche che «… L’Illustre Duca di Cassano D. Luigi Serra tiene la sua libreria daddovero rispettabile sì per la scelta di ottimi libri, e delle edizioni più belle d’Europa, sì anche per l’unica raccolta che si ha in Napoli delle più belle e rare edizioni del primo secolo della stampa, elegantemente ligate, fatte pure in Napoli, ed in altre parti d’Italia e fuori ancora...».

(Nobili napoletani, http://www.nobili-napoletani.it/, ultima data di consultazione 31 gennaio 2014)

PID: NAPP000437

Collocazione

Silvestro, Consalvo

Silvestri, Consalvo <1571?-1628?>

Personale/collettivo: Personale

Codice: TP Note, dedica, postille e note di possesso manoscritte

Descrizione

Nota manoscritta (sul frontespizio): Don Dignitaris Consalvj Silvestri codex et posterum

 

CONSALVO SILVESTRI, di Avellino (e propriamente di Valle); nel 1571 fu novizio a Montevergine, nel 1573 studente a Napoli, negli anni 1574–1586 sacerdote dapprima Napoli, poi a Capua (Caserta), Montefusco (Avellino),  Casamarciano (Napoli). Nel periodo 1587-1606 fu cellerario a Maddaloni, poi sacerdote a Montevergine, Penta (Salerno), San Martino (Avellino), Candida (Avellino); nel 1607 è lettore di casi di coscienza a Montevergine, nel 1613 vicario a Candida (Avellino). Poi di nuovo sacerdote a Sant’Angelo a Scala (Avellino), poi Avellino. Il Necrologio Verginiano ne riporta la morte al 1630, ma questa potrebbe essere avvenuta nel 1627-1628, come annota padre Giovanni Mongelli

(Archivio di Montevergine, documenti manoscritti famiglia monastica di Montevergine)

PID: NAPP000023

Collocazione

Simeone, Giovanni Domenico

Simeone, Giovanni Domenico <m. 1613>

Personale/collettivo: Personale

Codice: TP Note, dedica, postille e note di possesso manoscritte

Descrizione

Nota manoscritta (sul frontespizio):  D. Jo.is Dominici Simeonis a Merc.no et suae cong.nis

D. Jo.is Dominici Simeonis a Merc.no Romae julij 13.86

Dominici Simeonis et amicorum liber. D. Jo.is Dominici Simeonis a Merc.no codex

Ad usum D. Jo.is Dominici Simeonis a Merc.no Romae 82

 

GIOVANNI DOMENICO SIMEONE, di Mercogliano (Avellino), fu studente a Napoli nel 1567, l’anno dopo sacerdote a Montevergine, priore a Marigliano nel 1571-72, a Casamarciano nel 1575-76, a Palma nel 1577-78, poi a Napoli nel 1584-85, priore a Roma e procuratore generale nel 1587, poi nuovamente priore a Marigliano nel 1591-93, vicario a Lauro nel 1600 e abate a Marigliano nel 1611 presso il monastero di Santa Maria delle Grazie, fondato in seguito al testamento di Orlando Menescalco di Marigliano, il quale nel 1292, lasciò a Montevergine i suoi possedimenti affinché fosse edificata una chiesa ed un ospedale. Nel momento del governo abbaziale di Simeone, il monastero di Marigliano figurava tra i primi nove monasteri verginiani che rispondeva a tutte le esigenze per la comunità religiosa e fu elevato alla dignità abbaziale. Il religioso morì nel 1617, come ci attesta il “Necrologio verginiano”. La sua presenza a Montevergine si evince anche da un ulteriore incartamento archivistico l’Inventario dei Beni del Monastero di San Pietro di Altavilla Irpina dal 1579 al 1680.

(Giovanni Mongelli, Storia di Mercogliano II, 1985)

PID: NAPP000026

Collocazione

Spontini_firma

Spontini, Gaspare

Personale/collettivo: Personale

Codice: TP Note, dedica, postille e note di possesso manoscritte

Descrizione

Firma autografa: Spontini


Visualizza il ritratto di Gaspare Spontini«GASPARE SPONTINI (nome completo Gaspare Luigi Pacifico), fu un musicista (Maiolati 1774 - ivi 1851); studiò dapprima con N. Bonanni, poi al conservatorio napoletano della Pietà dei Turchini con Nicola Sala e G. Tritto. Lasciato il conservatorio, passò a Roma (1795), dove nel 1796 fece rappresentare con esito fortunato una farsa musicale, I puntigli delle donne e l'Andromaca. Nel 1803 si trasferì a Parigi, dove entrò in relazione con F.-J. Fétis, con gli Érard, col conte di Rémusat, il quale lo avvicinò a Napoleone e a Giuseppina. Nel 1804 ottenne un grande successo con una rielaborazione in tre atti della vecchia Finta filosofa. Nel 1819 fu chiamato a Berlino che lasciò, dopo un viaggio in Italia e in Francia, nel 1842. In patria ritornò definitivamente nel 1850, nel suo paese natale che, in omaggio a lui, assunse il nome di Majolati Spontini, dove morì nel 1851. Il posto che Spontini occupa nella storia del teatro musicale è di primissimo ordine: con i suoi capolavori del periodo francese, durante il quale trovò ambiente e materia poetica consoni al suo spirito, Spontini è il vero rappresentante musicale di quel momento di esaltazione eroica che collegava i ricordi dell'antica Roma alle imprese di Napoleone Bonaparte» (le notizie biografiche su Gaspare Spontini sono tratte dall’Enciclopedia on line Treccani, cui rimandiamo per la scheda completa: http://www.treccani.it/enciclopedia/gaspare-luigi-pacifico-spontini).




Nella catalogazione di un fondo musicale posseduto della Biblioteca di Montevergine, è stata ritrovata, su due spartiti a stampa, la firma di Gaspare Spontini. Interrogandoci sull’autenticità di detta firma, abbiamo interpellato Marco Palmolella, attuale Conservatore dell’ “Archivio, Biblioteca, Museo Gaspare Spontini” di Majolati Spontini, in provincia di Ancona, dai cui cortesissimi, esaustivi e puntuali messaggi ricevuti trascriviamo alcune importanti notizie su Spontini.

«Prima di tutto [...] assicuro che la firma posta sopra la partitura è di Gaspare Spontini, è la firma autografa di Spontini giovane […] questa è la firma che inseriva nelle partiture che inviava ad amici e conoscenti. Oltre a questo c'è da dire che il ritrovamento effettuato è di grandissimo valore storiografico e forse musicologico, perché non abbiamo la partitura, di questa opera non si conosce nemmeno una nota e, ufficialmente, neanche i suoi esecutori, anche se, per inferenza, si può tentare un elenco. Sappiamo, purtroppo, dalle cronache del tempo, che l'esecuzione de La Petite Maison fu un grande insuccesso con inseguimento dei musicanti e cantanti, sommossa e distruzione della sala.
Spontini era appena giunto a Parigi, era arrivato nel 1803, semplificando: prima presenta un'opera napoletana, La Finta Filosofa, che piace, ma non del tutto, anche per l'uso di battute in napoletano, poi La Petite Maison. La prima opera scritta in suolo francese è appunto La Petite Maison, opera in tre atti su libretto di Dieulafoi e Gersaint andata in scena all'Opéra Comique teatro Feydeau il 12 Maggio 1804.
Il fatto che […] indichi Madame Gavaudan è un'altra importante notizia, perché pur immaginando un gruppo di cantanti simile a quello del Milton, opera data sullo stesso teatro nel mese di novembre dello stesso anno, dove i coniugi Gavaudan interpretarono il ruolo di Emma e quello di lord Davenant, non sapevamo nemmeno il nome di un interprete femminile, solo Elleviou e Martin, due cantanti maschi. Evidentemente l'opera non poteva contare solamente su tre cantanti, in tre atti, quindi ne mancano altri all'appello.
Si può ipotizzare che la presenza di questa aria sia stato l'omaggio di Spontini a qualche amico italiano orbitante intorno a Napoli, città di grandissima importanza per la vita artistica del musicista majolatese. Sembrerebbe che nella biblioteca del Conservatorio di Napoli ci sia una parte, dico solo una parte, dell'ouverture ridotta per violino e pianoforte (fortepiano). Poi più nulla, tutto scomparso. Riguardo alla firma […] c'è da dire che Spontini curava moltissimo la forma sia estetica, sia i contenuti. Spontini cambia calligrafia, da giovane scrive così […] successivamente ha una calligrafia maggiormente impostata. Successivamente, Spontini, preso dalla carriera e dal ruolo, scriverà e firmerà la bella copia delle lettere con una calligrafia più impostata […] ma nelle minute manterrà lo stile originario».


PID: NAPP002097

Collocazione

Tommasi, Donato

Tommasi, Donato

Personale/collettivo: Personale

Codice: TE Timbri di enti laici e persone

Descrizione

DONATO TOMMASI, marchese, avvocato, funzionario pubblico, ministro (Napoli 1761-1831). Nato a Napoli il 26 novembre 1761, da una famiglia pugliese trasferitasi nella capitale del Regno di Napoli, intraprese giovanissimo la carriera forense, che lo portò ad essere discepolo e amico di Gaetano Filangieri ed entrò con lui a far parte della Massoneria. Fedele al Filangieri, e alla sua  Scienza della Legislazione, rimase legato alla loro amicizia e agli ideali di rinnovamento  istituzionale del Regno fino alla sua morte; tre mesi dopo la scomparsa di Gaetano Filangieri usciva l'Elogio storico del cavaliere Gaetano Filangieri. Fu questo l'ultimo saluto del Tommasi al maestro e insieme un modo per dare una svolta alla sua vita; allentò i legami con gli illuministi napoletani, abbandonò l'avvocatura e si dedicò alla carriera politica, che lo portò a ricoprire importanti incarichi pubblici a partire dal 1789, quando fu inviato dai Borbone a Palermo in qualità di Avvocato fiscale della Regia Commenda della Magione. Qui fu colto dagli avvenimenti del 1799, senza però poter tornare a Napoli. Nel 1810 gli fu conferito il titolo di marchese, nel 1811-12 fu nominato ministro di Casa reale, azienda e commercio, poi nel 1815-20 ministro di grazia e giustizia. Nel 1822 ottenne nuovamente questo ministero, nel 1830 fu presidente del Consiglio dei ministri, nell'ambito del rimpasto governativo di quell'anno, e lo mantenne fino alla morte, avvenuta il 19 marzo 1831.

(Feola, Raffaele, Donato Tommasi tra illuminismo e restaurazione : aspetti e problemi della riforma della legislazione nelle Due Sicilie, in «Archivio storico per le provincie napoletane», A. 89(1971), p. 9-114)

Tommasi, Donato, marchese, avvocato, funzionario pubblico, ministro ...

voce Tommasi, Donato in Enciclopedia Treccani

PID: NAPP001318

Collocazione

Tranfaglia Anselmo

Tranfaglia, Anselmo

Personale/collettivo: Personale

Codice: TP Note, dedica, postille e note di possesso manoscritte

Descrizione

Timbro (sul frontespizio), rotondo, diametro mm 36; scudo in fregi con cappello e nappe episcopali, nella cornice: Ludovicus Anselmus Tranfaglia Abbas ord. Montisvirginis



Visualizza il ritratto di Ludovico Anselmo TranfagliaLUDOVICO TRANFAGLIA, nome secolare Anselmo, nacque a Contrada (AV) il 19 novembre 1889. Dopo aver frequentato le scuole elementari ed essersi iscritto al ginnasio nel paese nativo, entrò nell’alunnato monastico di Montevergine il 12 gennaio 1903. Il 20 agosto 1909 prese i voti religiosi e il 30 ottobre dello stesso anno sotto la guida e la protezione dell’abate Grasso si iscrisse alla facoltà di filosofia nel collegio internazionale di S. Anselmo, laureandosi nel 1912. Seguì la professione solenne il 24 ottobre di quello stesso anno; il 4 novembre seguente riprese i studi di teologia a S. Anselmo. Il 7 marzo 1915 fu ordinato suddiacono; il 17 ottobre 1915 diacono e il giorno 8 aprile 1916  fu ordinato sacerdote a Montevergine da mons. Grasso. Il 15 maggio 1916 fu convocato nella caserma Sales di Napoli per il servizio militare e affidato al Corpo sanitario per svolgere assistenza ospedaliera.

Il 15 gennaio 1918 fece ritorno stabile in monastero, dichiarato inabile al servizio militare. A Montevergine gli fu affidato l’insegnamento della lingua francese e greca ai seminaristi del seminario arcivescovile di Salerno, trasferiti in quel tempo a Loreto.  Con l’insediamento poi dell’abate Marcone, che diede nuova vita all’alunnato monastico, Tranfaglia fu nominato direttore, mantenendo contemporaneamente l’incarico di insegnante. Nel 1923 fu nominato pro-vicario della diocesi di Montevergine e il 4 aprile del 1929 vicario generale, diventando il principale collaboratore dell’abate Marcone, soprattutto negli impegni apostolici e sociali della diocesi. Negli stessi anni divenne Assistente ecclesiastico diocesano dell’Associazione Donne Cattoliche e Gioventù Cattolica Femminile, coadiuvato inizialmente da padre D. Donato Cessari. Nel 1925 l’abate Marcone lo nomina anche cassiere del monastero e prefetto degli studi. Fondamentale poi, fu il suo operato per la nascita dell’ istituto delle Suore benedettine di Maria SS.ma di Montevergine, del quale fu direttore a partire dal 1934.

Dal 1923 al 1940 fu direttore del periodico «Il Santuario di Montevergine», succedendo al padre D. Ildefonso Zimarino. Nel 1941 in occasione del 25. anniversario di sacerdozio del Tranfaglia, l’abate Marcone evidenziò il grande lavoro svolto da D. Anselmo, per la molteplicità di incarichi ricoperti, e volle festeggiarlo assieme ai confratelli nonostante il periodo di guerra. Con la morte dell’abate Marcone ebbe il governo interinale dell’abbazia fino a quando, il 17 dicembre 1952, fu nominato abate. Il 23 giugno 1956 benedisse l’inaugurazione della funicolare di Montevergine e fu il primo viaggiatore ad assaporare la gioia di un progetto ardito lanciato dall’abate De Cesare e portato avanti da Marcone. Nel 1957, durante il governo del Tranfaglia, alla comunità di Montevergine fu conferito il diploma di prima classe con medaglia d’oro per i benemeriti della scuola, della cultura e delle arti. L’abbazia, infatti, aveva cooperato a salvare le 359 casse di pregevole materiale bibliografico della biblioteca nazionale e di quella universitaria di Napoli contenenti migliaia di manoscritti e preziosi autografi, tra i quali uno di S. Tommaso d’Aquino.

All'abate Tranfaglia si deve poi la promozione del terzo congresso internazionale di Studi sull’Alto Medioevo, che, iniziato a Benevento, fu proseguito a Montevergine il 17 ottobre 1956, per poi continuare a Salerno e ad Amalfi. Il 7 aprile del 1966 in occasione del 50° di sacerdozio, ci fu una solenne concelebrazione nella cattedrale di Montevergine. L'abate Tranfaglia si spense nel 1968.

(Giovanni Mongelli, Storia di Montevergine e della Congregazione Verginiana, 1965-1978, vol. 7)

(Placido Mario Tropeano, La funicolare di Montevergine, in «Il Santuario di Montevergine», 48(1967), n. 1-2 p. 5-9)

PID: NAPP002141

Collocazione

Trevisani b_n

Trevisani <famiglia>

Personale/collettivo: Collettivo

Codice: TE Timbri di enti laici e persone

Descrizione

Stemma della famiglia (sulla carta di guardia), mm. 70x58; scudo araldico quadripartito, coronato; in alto a sinistra: serpente alato con coda a punta su tre monti, in alto tre stelle; in alto a destra: fenice con lo sguardo rivolto verso il sole, su tre monti, in altro tre stelle; in basso a sinistra angello con bandiera cristiana su tre monti, in alto tre stelle; in basso a destra: leone rampante, di profilo, con un fiore tra le zampe anteriori, su tre monti, in alto tre stelle; nel mezzo dello scudo: ovale con ancora sue tre monti, in alto tre stelle; in fondo allo scudo, nastro con la scritta: TREVISANI

stemma a colori

 

(Egisto Bragaglia, Gli ex libris italiani, 1993, n. 447)

PID: NAPP000400

Collocazione

Trevisani

Trevisani, Gaetano <1816-1859>

Personale/collettivo: Personale

Codice: TE Timbri di enti laici e persone

Descrizione

Stemma della famiglia Trevisani (v. scheda TREVISANI  ). Rilegatura del volume in pelle rossa, cornice in oro, nel mezzo le iniziali: G. T., al piatto anteriore e posteriore

 

GAETANO TREVISANI (1816-1859) fu un avvocato napoletano, dotto letterato, amico di Carlo Troya, storico e politico italiano, primo ministro costituzionale del regno delle due Sicilie, deputato in Lagonegro nel 1848. Pubblicò molte opere tra cui Delle leggi longobarde in relazione con i popoli conquistati : memoria, Di alcuni teoremi della Storia d’italia, Studi sulla Divina Commedia. Dopo la morte del Troya, nel 1859, addoloratissimo, pubblicò le Brevi notizie della vita e delle opere di Carlo Troya, trascurando, per non aver noia della polizia, la vita pubblica del grande uomo. Nonostante tutto fu però arrestato, condotto in carcere ed esiliato ad Avellino proprio nel momento in cui la consorte era puerpera. Appena giunto, dopo soli due giorni, sul finire dell’anno 1859, morì di infermità e crepacuore.

(Giuseppe Del Giudice, Carlo Troya: vita pubblica e privata, Napoli 1899).

PID: NAPP000020

Collocazione