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Galanti, Luigi

Galanti, Luigi Maria
Personale/collettivo
Personale
Codice
TP Note, dedica, postille e note di possesso manoscritte
PID
NAPP002340

Descrizione

Nota manoscritta: D. Luigi Maria Galanti Novizio nel Monistero de' PP. Verginiani in Casamarciano A.D. 1780

LUIGI GALANTI (talvolta: LUIGI MARIA GALANTI), nacque il 1 gennaio 1765 a Santa Croce del Sannio (BN), allora facente parte della provincia molisana. Ancora giovanetto accolse la chiamata alla vita monastica, e nel 1778 entrò nell’alunnato del monastero verginiano della SS. Annunziata di Casamarciano. Di carattere mite, come ci ricordano gli elogi funebri scritti dal Filipponi e dal Calà Ulloa, il giovane fin da subito mostrò una naturale attitudine agli studi teologici e scientifici, ma si dedicava con profitto anche agli studi umanistici e soprattutto allo studio delle lingue antiche e straniere. Nel 1781 emise la professione triennale a Casamarciano. Dal 1781 al 1786 si recò a studiare filosofia e teologia presso la curia Romana e dal 1787 al 1788 presso quella di Aversa. Nel 1789 diventò lettore scolastico, maestro dei professi e bibliotecario di Montevergine. Dal 1790 e per tutto l’anno seguente fu lettore scolastico e morale a Capua; nel 1792 nuovamente a Montevergine nominato lettore scolastico e morale, poi maestro dei professi; ancora dal 1793 al 1795 lettore scolastico e segretario a Casamarciano e l’anno seguente ad Aversa. Dal 1797 al 1803 (tranne per il 1798-99, quando soggiornò a Pozzuoli, a seguito di una supplica presentata per motivi di salute all’Abate di Montevergine e al Re), si alternò come insegnante e sacerdote tra Montevergine e Casamarciano. Infine, dal 1805 fu nominato abate titolare da Pio VII. Nel 1806 chiese di poter risiedere a Napoli e l’anno seguente, a seguito della soppressione dei monasteri, si ritirò definitivamente in famiglia. A Napoli fu apprezzato anche dai governanti francesi, che lo nominarono professore di geografia prima all’Università e poi nel nascente Istituto Politecnico militare, dove insegnò anche storia e belle lettere. L’esperienza maturata come lettore di teologia a Capua e Montevergine, assieme al viaggio fatto con il fratello Giuseppe Maria attraverso le province del Regno per la realizzazione della Descrizione geografica e politica delle Sicilie (rimasta incompiuta), fu fondamentale per il nascente interesse rivolto al campo della geografia. L’ignoranza di quella materia osservata negli allievi, e la necessità di individuare e risolvere i problemi del Mezzogiorno, che accomuna i fratelli Galanti, spinsero Luigi a condividere la riforma proposta da Antonio Genovesi nel 1777 e a stringere amicizia con i suoi allievi. Considerato un epigono del fratello Giuseppe, è invece una figura chiave della geografia napoletana, segnata dal suo straordinario impegno didattico e dalle sue pubblicazioni (1806-1836), come dimostrano recenti studi.
Tradusse e diede alla stampa la geografia del Pinkerton; e, nel 1807 pubblicò un’opera propria, L’istituzione di geografia fisica e politica, che gli diede ampia fama. Nel 1809 tradusse dal francese la Storia antica e moderna del Millot in dieci volumi, moltiplicando il suo successo e confermando il suo valore e l’indefessa opera scientifica. Seguì la pubblicazione di Catechismo Costituzionale per uso del Regno Unito delle Sicilie e la descrizione del regno di Napoli e dei suoi contorni, (Napoli e contorni) cominciato dal fratello Giuseppe e poi terminato e integrato da lui, per la morte prematura del fratello, ma lasciando al defunto la paternità. Divenuto geografo insigne, fu eletto anche come deputato nel collegio del Molise, nel rivoluzionario parlamento del 1820. Morì il 31 marzo del 1836 nella sua casa di Capodichino. 
A Luigi Galanti infine si deve l'ideazione delle iscrizioni su tre lapidi commemorative poste, una nell’atrio d’ingresso al Palazzo abbaziale di Loreto e le altre due nel Santuario di Montevergine, a memoria del soggiorno di Francesco I di Borbone e della corte tra il 29 e 30 agosto del 1826, e della riconferma della giurisdizione ecclestiastica concessa da Ferdinando I nel 1815.


(Archivio di Montevergine, busta 215, 218, 235)
(Luigi Galanti, Ragguaglio della visita fatta da s.m. Francesco 1. e da tutta la real famiglia al Santuario di Montevergine nel 1826 con un cenno storico sul Santuario medesimo, 1829)
(Alfonso Filipponi, Elogio di Luigi Galanti, 1836)
(Pietro Calà Ulloa, Elogio di L.M. Galanti, 1836)
(Giovanni Zigarelli, Viaggio storico-artistico al Reale Santuario di Montevergine, 1860, p. 247-248)
(Vincenzo Boccieri, Un benedettino di Montevergine deputato al Parlamento del 1820, in «Corriere dell'Irpinia, 22 gennaio 1927»)
(Mario Rotili, Benevento e la provincia sannitica, 1958, p. 320; 392)
(Giovanni Mongelli, Storia di Montevergine e della congregazione Verginiana, 1971, v. 6 p. 968-969)
(Emilia Sarno, Luigi Maria Galanti un geografo dimenticato del primo ottocento ...)

Collocazione