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Vignanelli, Fernando

Vignanelli, Fernando
Personale/collettivo
Personale
Codice
TP Note, dedica, postille e note di possesso manoscritte
PID
NAPP002356

Descrizione

Nota manoscritta (in testa al frontespizio): Fernando Vignanelli

Fernando Vignanelli e Giuseppe Ungaretti al Loreto di Montevergine


Fernando VignanelliFernando Vignanelli nacque a Civitavecchia nel 1886 da una famiglia che vi si era trasferita da Sassoferrato (AN) nel 1869. Ben presto Fernando mostrò di avere una spiccata propensione artistica, che lo portò nel 1913 a recarsi a Parigi, assieme al fratello Arnaldo, talentuoso scultore che aveva già lavorato alla decorazione  dell’Altare della Patria, nel fregio del lato destro, Amor Patrio, assieme ad Angelo Zanelli. Un  terzo fratello, Ferruccio, diventerà organista e compositore.
A Parigi i due fratelli entrarono in contatto con le avanguardie artistiche, incontrarono il giovane Giuseppe Ungaretti, anch’egli iscritto ai corsi della Sorbona e appena giunto da Alessandria d’Egitto, dove era nato da una famiglia di emigrati impegnati  nella realizzazione del canale di Suez.
Nacque tra i Vignanelli e Giuseppe Ungaretti, ma soprattutto con Fernando, un’amicizia fraterna e straordinaria, che durerà per tutta la vita e che si concluderà nel Santuario di Montevergine (AV).
Grazie ad Ungaretti, i Vignanelli, strinsero amicizia con artisti e intellettuali provenienti da tutto il mondo; i caffè letterari erano i luoghi dove con Ungaretti poterono incontrare Apollinaire, Picasso, Modigliani, Papini, Soffici, De Chirico. Quel mondo straordinario e quell’atmosfera irripetibile dei primi anni del Novecento a Parigi vennero drammaticamente spazzati via dallo scoppio della Prima Guerra Mondiale, che costrinse i tre giovani a rientrare per essere arruolati nell’esercito italiano. Terminata la guerra i Vignanelli ritornarono a Civitavecchia, Fernando, continuando a dipingere, prese ad interessarsi anche al restauro; contemporaneamente era costretto ad occuparsi anche della fabbrica di birra lasciatagli in eredità dal padre.

L’amicizia tra Fernando Vignanelli e Giuseppe Ungaretti, si saldò sempre di più anche per il comune cammino di fede (dopo gli orrori della guerra), che intrapresero contemporaneamente e che avrebbe condotto entrambi alla conversione. Il punto di partenza dei due amici furono le visite fatte ad Arnaldo Vignanelli, che nel 1921 entrò nel noviziato benedettino di Montecassino col nome di Francesco e nel 1927 fu ordinato sacerdote. Quest’ultimo continuò ad essere artista, realizzando a Montecassino opere d’arte e soprattutto partecipando alla ricostruzione del monastero dopo la seconda Guerra Mondiale. Sarà proprio il poeta Ungaretti a fissare la comune data di conversione avvenuta durante il ritiro per la Settimana Santa del 1928 nell’Abbazia di Subiaco. La partecipazione alla liturgia pasquale in Santa Scolastica portò Fernando Vignanelli a decidere di indossare l’abito benedettino di Montevergine e il grande poeta a scrivere gli Inni, segnati da un costante dialogo ed infine dalla riappacificazione con Dio. Dopo Subiaco i due amici si incontrarono costantemente nella casa di Ungaretti presso Marino Laziale, dove il poeta si ritirò dal 1920, anno in cui aveva sposato Jeanne Dupoix; qui Fernando Vignanelli tenne a battesimo il secondogenito di Ungaretti, Antonietto, che morì tragicamente a nove anni nel 1939, a San Paolo del Brasile, dove Ungaretti si era trasferito con la famiglia per insegnare Lingua e Letteratura Italiana; cattedra che tenne dal 1936 al 1942.

Questa morte precoce straziò profondamente i due amici, segnando alcune poesie lancinanti di Ungaretti, comparse nella raccolta Il Dolore; il ricordo della tragedia ritorna anche nelle parole dette da Fernando, ora padre Luca, durante l’ultima visita di Ungaretti all’amico a Montevergine e registrate dal confratello di padre Luca, Eduardo Quirino Conte (pubblicate nella rivista «Sacro Speco», n. 3 1970). Infatti Fernando Vignarelli nel 1957 divenne oblato di Montevergine e assunse il nome Luca. Ungaretti visitò diverse volte Montevergine per incontrare l’amico Fernando; la prima visita risale al 1958, l’anno della morte dell’amata moglie Jeanne, per trovare conforto nell’amicizia e nella Madonna di Montevergine. L’ultima visita e anche l’ultimo incontro tra i due amici, anch’essa  documentata nelle cronache di Montevergine, risale all’otto aprile del 1969, ed avvenne al Palazzo Abbaziale di Loreto di Mercogliano (AV), residenza invernale dei monaci benedettini di Montevergine. Di quest’incontro p. Raffaele Mario Baratta, testimone dell’evento, nella rivista «Il Santuario di Montevergine» ci ha lasciato una commovente testimonianza e così si esprimeva Ungaretti per l’occasione: «questo è uno dei giorni più belli della mia vita e, guardi, nella vita ce ne sono pochi». Il 12 maggio 1970 Fernando Vignanelli si spense a Montevergine. Ungaretti lo seguì a pochi giorni dopo, il 1 giugno a Milano.
A Fernando Vignanelli si deve a Montevergine il restauro del dipinto di Giacomo Baratta del 1761, La guarigione di Tobia dalla cecità, posto in una cornice ottagonale al centro del soffitto dell'antica farmacia nel Palazzo Abbaziale di Loreto, restauro che non incontrò il favore di tutti i confratelli del monastero. Sempre al Vignanelli poi si deve il disegno per un altare di marmi policromi nel Seminario dell’abbazia, ormai in disuso.

Per il santuario di Montevergine eseguì anche per la porticina del ciborio, una Cena in Emmaus, di particolare impatto emotivo, come particolarmente apprezzato fu un Crocefisso posto sotto al tabernacolo. Si ricorda ancora una sua pala d’altare raffigurante San Benedetto, eseguita sempre per il monastero, e il rinnovamento grafico della copertina del periodico dei benedettini, «Il Santuario di Montevergine», del 1959.
La cronaca di Montevergine ce lo ricorda anche come un acuto critico d’arte, un interessante conversatore. Infine, suoi interventi di restauro si possono osservare in diverse parrocchie legate a Montevergine, a cominciare dalla chiesa di S. Modestino di Mercogliano, dove Vignanelli restaurò un quadretto oggi scomparso, probabilmente di scuola secentesca. Si spese anche per la comunità, diventando il presidente dell’Associazione Cattolica.

(Giovanni Mongelli, Il palazzo abbaziale di Loreto di Montevergine, 1969)

(Eduardo Quirino Conte, Ungaretti a Montevergine, in «Il Sacro Speco», 73(1970), n. 3)

(Giovanni Mongelli, In pace te Christus! : D. Luca (Fernando) Vignanelli, in «Il Santuario di Montevergine», 50(1970), p. 247-248)

(Raffaele Mario Baratta, Ricordando Giuseppe Ungaretti, in «Il Santuario di Montevergine», 50(1970), n. 4, p. 293-294)

(Elio Fiore, Con Ungaretti a Montevergine, in «L’Osservatore Romano», 140(2000), n. 102(42439)

(Emanuele Mollica, Giuseppe Ungaretti : storia di una conversione e di un’amicizia, in «Il Santuario di Montevergine»,  93(2012), n. 1-3)

(Emanuele Mollica, Ungaretti a Montevergine, storia di un’amicizia, in «Corriere : quotidiano dell'Irpinia», 13(2013), n. 232, 25 agosto)

(Mariano Dell’Omo, Ungaretti a Montecassino : il carteggio fra il poeta e un monaco dell’abbazia, 2015)

(Associazione SassoferratoMia, Maestro Ferruccio Vignanelli)

Collocazione