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*Storiografia e costruzione dell'identità cittadina a Benevento tra Medioevo ed età moderna / Giovanni Araldi. - Firenze : Firenze university press, 2013. - [167]-209 p. ; 21 cm. ((Estratto da: Storiografia e identità dei centri minori italiani tra la fine del Medioevo e l'Ottocento

Storiografia e costruzione dell'identit…

Quando abbiamo avuto tra le mani quest’estratto, gentilmente donatoci dall’autore, Giovanni Araldi, frequentatore assiduo della Biblioteca di Montevergine, ci siamo fatta l’idea (del tutto arbitraria, s’intende, non confortata nemmeno dagli estremi cronologici citati) che l’argomento fosse la questione ormai ampiamente dibattuta della mancata esperienza dei Comuni che non è appartenuta anche al Sud Italia, da cui si fa discendere, non senza ragione, secondo noi, una parte degli atteggiamenti poco attivi, al limite dell’indolenza, delle popolazioni dal Lazio in giù.
Perciò ci siamo calati con fervore nella lettura del saggio, che è stata interessante e avvincente; in esso non si parla dei Comuni, ma si affronta la questione dell’identità della città di Benevento riscontrando principalmente la storiografia locale (il manoscritto del 1656 Historie controverse dell’antichissima città del Sannio, oggi Benevento, da Alfonso De Blasio concordate), ma anche l’Historia romana e l’Historia langobardorum di Paolo Diacono. Viene analizzato nel dettaglio il percorso storico in base al quale si è consolidato il mito dell’origine sannitica di Benevento, fissato in via definitiva proprio nelle Historie  di De Blasio.
La stessa esistenza di una città di epoca preromana denominata «Sannio» o «Sannia», poi rasa al suolo dai Romani (dopo l’episodio delle Forche Caudine del 321 a.C.?),  viene messa in dubbio perché originata da un’errata interpretazione di cronache precedenti da Paolo Diacono; in ogni caso Araldi può affermare che, pur dando per buona l’esistenza della città, nessuno pensa più che quest’«antichissima città del Sannio» sia la stessa Benevento, come invece era portato a ritenere De Blasio; lo storico avellinese frà Scipione Bella Bona invece pensava che corrispondesse a Venticano, un paesino in provincia di Avellino, ma più vicino a Benevento.

A corroborare la convinzione di Sannia divenuta poi Benevento, non manca nel godibile saggio di Araldi una simpatica e riconoscente citazione personale della nonna dell’autore la quale era solita raccontare al nipote bambino (che ascoltava con «imperdonabile scetticismo») le avventure del gigante Morante, un interessante cantare cavalleresco del Cinquecento (Libro del gigante Morante: & de re Carlo: & de tutti li paladini: & del conquisto che Orlando fece de la citta de Sannia…) in cui si narra la fase del cambiamento di «nome da “Sannìa” a Benevento, risolto attribuendo al paladino Orlando l’impositio nominis  e la contestuale donazione della città appena ribattezzata al papa».
Non sappiamo come questo saggio sarà accolto dai beneventani che, in quanto discendenti dei fieri combattenti che inflissero la grave onta delle Forche Caudine all’esercito romano, potrebbero essere essi stessi così suscettibili da manifestare scetticismo se non addirittura ostilità; tuttavia quel che emerge dalla lettura di questa ricostruzione storiografica dell’identità cittadina di Benevento è il rigore della ricerca e la passione dello storiografo, caratteristiche del prof. Araldi che chiaramente emergono oltre ogni possibile dubbio e che perciò non possono essere messe in discussione.

Il saggio è estratto dal volume Storiografia e identità dei centri minori italiani tra la fine del Medioevo e l'Ottocento : atti del 13. Convegno di studi organizzato dal Centro di studi sulla civiltà del tardo Medioevo, San Miniato, 31 maggio-2 giugno 2010 / a cura di Gian Maria Varanini (Firenze 2013).

(DDF)