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Le *cinquecentine dell'Osservatorio astronomico di Capodimonte / catalogo a cura di Emilia Olostro Cirella, Giovanna Caprio ; introduzione di Massimo Della Valle ; con un saggio di Giuseppina Zappella.  - Napoli : Giannini, 2014. - 213 p. : ill. ; 24 cm.

cinquecentine Capodimonte

Il catalogo delle cinquecentine dell’INAF-Osservatorio astronomico di Capodimonte pubblicato nell’aprile 2014 è stato realizzato con i fondi Por Campania 2007/2013 - Asse 1 - Obiettivo operativo 1.10 “La cultura come risorsa”, nell’ambito del progetto “Recupero, valorizzazione, digitalizzazione e immissione in rete dei beni della biblioteca”. L’opera si apre con una bellissima epigrafe di Alberto Manguel: Ogni biblioteca è, per necessità, una creazione incompleta, un work in progress - che potrebbe essere così interpretata: se gli scaffali vuoti attendono di essere integrati e riempiti da libri nuovi e aggiornati così i libri sono in attesa di essere presi e studiati affinché nuove informazioni siano comprese, raffrontate ed elaborate in successive pubblicazioni. L’opera destinata agli addetti ai lavori, bibliotecari e archivisti, curata dalla responsabile della biblioteca dell’Osservatorio astronomico di Capodimonte e dalla dott.ssa Giovanna Caprio, e finanziata della Regione Campania, raccoglie le 38 cinquecentine della biblioteca, dal valore inestimabile. Tali edizioni fanno parte del Fondo manoscritti e Rari e del Fondo Cenzato. L'ing. Giuseppe Cenzato fu presidente della Società meridionale di elettricità, vicepresidente della Confindustria, cultore di astronomia e appassionato bibliofilo e donò parte dei suoi strumenti e l’intera raccolta di volumi di argomento astronomico proprio all’Osservatorio napoletano. Disposti in ordine alfabetico per autore e, in caso di più opere di uno stesso autore, per titolo, gli esemplari sono descritti secondo gli standard ISBD(A) e le norme della Guida alla catalogazione in SBN. Libro antico, e sono tutti di argomento scientifico, astrologico e astronomico. Il catalogo include anche un preziosissimo incunabolo del 1488, lo  Spaerae mundi di Giovanni Sacrobosco, la cui scheda è preceduta dalla illustrazione xilografica presente alla carta A1v dell’incunabolo che raffigura un’allegoria dell’astronomia, la quale in trono regge nella  mano  destra un astrolabio e nella sinistra una sfera armillare. Seguono le 37 schede relative al patrimonio cinquecentesco: la prima è datata al 1543, il De reuolutionibus orbium coelestium di Copernico, edita a Norimberga, mentre la più moderna De numerosa potestatum ad esegesi resolutione edita a Parigi nel 1600. L’apparato iconografico e fotografico chiude il catalogo e raccoglie le pagine più significative dei vari esemplari, le iniziali arabescate, figurate e parlanti più indicative, le marche tipografiche più eloquenti. Un prezioso contributo scientifico sull’iconografia è offerto della dott.ssa Giuseppina Zappella, i cui scritti sull’arte illustrativa fanno da “antiporta” ai più importanti repertori e cataloghi bibliografici. Le illustrazioni nel XVI secolo non sono semplicemente esornative e decorative, che rappresentano in maniera allegorica i pianeti, le costellazioni e i segni zodiacali ma anche dimostrative probatorie, le cui figure sono funzionali alla comprensione dei testi e delle varie teorie scientifiche (geocentrica, eliocentrica).

(ST)