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Perfuncta vita : sei tarli nel giustacuore : (in occasione del suo sessantesimo genetliaco) / Armando Saveriano. – Grottaminarda (Av) : Delta3, 2015. – 12 p. ; 19 cm

Saveriano_Perfuncta vita

Giovedì 26 febbraio 2015 Armando Saveriano ha voluto festeggiare il suo compleanno alla maniera dei poeti, dando alle stampe una silloge con alcuni suoi recenti versi e chiamando a raccolta gli amici che si sono incontrati in una sala del Centro sociale “Samantha Della Porta” di Avellino. La serata è stata organizzata da Silvio Sallicrando, infaticabile animatore della Delta3 Edizioni di Grottaminarda. Come recita il sottotitolo, nelle poche pagine di questa plaquette Perfuncta vita (citazione dal De rerum natura di Lucrezio) sono contenute sei poesie, sei tarli che si attagliano al corpo del poeta, come fossero, per l’appunto, un giustacuore.
Con questi versi, scrive Paolo Saggese nel risvolto dell’opuscolo, «Armando Saveriano conferma il suo genio sperimentale», del quale egli stesso avverte in qualche modo la complessità, tanto da aver deciso di inserire delle note a piè di pagina per fornire delle spiegazioni al lettore.
Per la verità, sembra “strano” vedere delle note in un libro di poesie: si sa che il poeta, sia perché confidi nel benevolo accoglimento delle sue produzioni, sia perché, al contrario, non si ponga proprio il problema, non pensa certo di dover spiegare di quale e quante figure retoriche abbia fatto uso nei suoi versi, tant’è che la presenza di enjambement, metafore, prerifrasi…,  all’interno di versi li rende in qualche modo più suggestivi, o più musicali, o più misteriosamente interessanti. Così, la sinchisi presente tra i versi 38-42 della poesia Nato da Macchina e Sfinge («mentre tremule mi inquadrava/le cime eterne dei lecci/bianche nello spettro del mattino/un invincibile un indicibile/quid») o la segnalazione del neologismo ruggiasco (dalla crasi fra rugghio e fuggiasco) al verso 11 della Cerimonia per Elizabeth svelano soltanto l’onestà intellettuale del poeta che ha voluto, dopo aver assecondato senza riserve il genio creativo, agevolare la comprensione delle sue poesie.
Certo, se cifra comune si vuole riscontrare in queste sei brevi composizioni, ebbene questa è senz’altro la complessità (peraltro tipica di Saveriano), tale che finanche la lettura ne risulta affaticata. L’articolato eloquio, dotto, e il riferimento continuo a una solida cultura classica che si è continuamente auto alimentata nel corso degli anni, rappresentano certo il tratto distintivo della poetica di Saveriano, che qui si fa -se possiamo atteggiarci affettuosamente a critici letterari- ermetica (Sfinita la notte ed insaziata) e futurista (Nato da Macchia e Sfinge) al tempo stesso. Carichi di pathos i versi dedicati a Elizabeth Eleanor Siddal, Cerimonia per Elizabeth, modella, pittrice e poetessa inglese, poi moglie di Dante Gabriel Rossetti, vagamente richiamata dal bel volto di donna in copertina del pittore spagnolo Dino Valls.
Nella serata del 26 febbraio molti dei presenti hanno voluto porgere sinceri auguri di buon compleanno all’amico Armando e ben presto queste testimonianze sono scivolate in amichevoli e affettuose rievocazioni dalle quale non sono rimasti fuori  inevitabili accenni al carattere particolare del poeta, per cui ciascuno ha simpaticamente citato una sua polemica avuta con Saveriano qualche anno addietro (fanno rara eccezione gli amici di più recente data). A tale proposito, dalla lettura dei versi di Perfuncta vita si ricava l’impressione che il carattere di Armando Saveriano ne risulti un po’ ammorbidito, ma di certo questo –se anche fosse vera la nostra impressione- non renderà meno interessante la sua vis polemica.

(DDF)