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*Schegge di storia : Salerno e l'operazione Avalanche : documenti, diari, memorie, reperti : catalogo della mostra : Archivio di Stato di Salerno, aprile-dicembre 2013 / a cura di Renato Dentoni Litta. - Roma : Ministero dei Beni e delle Attivita Culturali e del Turismo, Direzione Generale per gli Archivi, 2014. - 343 p., [8] c. di tav. : ill. ; 24 cm ((In testa al front.: Archivio di Stato di Salerno.

Litta_Schegge di storia

In occasione del settantesimo anniversario dello sbarco a Salerno delle forze alleate, conosciuto come Operazione Avalanche, i funzionari dell’Archivio di Stato di Salerno hanno allestito nel 2013, dal mese di aprile fino a dicembre, una mostra dedicata alla città di Salerno nel periodo della Seconda Guerra Mondiale e nel 2014 hanno pubblicato il relativo catalogo. Tale istituto di conservazione ha esposto documenti e carte relativi a momenti ed episodi che hanno fatto soffrire, distrutto moralmente intere popolazioni che hanno dovuto subire, con morti e distruzioni varie, le operazioni militari. Sono raccontate “schegge” di storia, frammenti di vissuti  che colpiscono in tutta la loro mestizia, ma le schegge più pericolose, più  rischiose sono quelle lanciate dalle armi belliche con tutta la loro ferocia. Ad essere raccontata è soprattutto la storia delle famiglie, di gente comune, di civili i cui ricordi sono intrisi di privazioni, umiliazioni, di risvegli notturni causati dalle sirene di allarme, di corse nei soffocanti e maleodoranti rifugi, di penuria di alimenti, di malattie. Memorie, diari, testimonianze, documenti rivelano stati d’animo di profonda malinconia, pensieri tristi che si rincorrono nella mente di uomini semplici preoccupati dagli eventi e dal futuro. “Salveremo le nostre vite?”, questo continuano a chiedersi uomini, anziani, bambini che si sentono circondati dalla morte, da questa fine imminente, perché non è facile “vivere sotto le bombe”. Un senso di precarietà e di insicurezza, che ha avvolto per lunghi anni la vita di tanti esseri umani, solo in seguito al crollo del fascismo e alla fine della guerra, lascia spazio alla speranza, alla voglia di rinascita, alla voglia di difendere sempre e comunque la propria libertà perché l’esperienza della guerra ha insegnato che  “qualsiasi forma o stato di servitù “abbruttisce, […] spezza ogni energia, toglie ogni iniziativa, abbassa e deturpa lo spirito, prostituisce l’anima, il cuore ed anche il corpo”.

(ST)