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*Schegge di storia : Salerno e l'operazione Avalanche : documenti, diari, memorie, reperti : catalogo della mostra : Archivio di Stato di Salerno, aprile-dicembre 2013 / a cura di Renato Dentoni Litta. - Roma : Ministero dei Beni e delle Attivita Culturali e del Turismo, Direzione Generale per gli Archivi, 2014. - 343 p., [8] c. di tav. : ill. ; 24 cm ((In testa al front.: Archivio di Stato di Salerno.

Paesaggi di Biagio Marin

Paesaggi di Biagio Marin tra prosa e poesia è il convegno di studi organizzato a Udine il 3 e 4 ottobre 2012 dal Centro di studi Biagio Marin e l’Università degli studi di Udine in occasione dell’anniversario della pubblicazione della prima raccolta di poesie di Biagio Marin, uscita a Gorizia nel 1912, dal titolo Fiuri de tapo. Nel 2014 sono stati pubblicati gli atti del convegno che raccolgono i contributi dei diversi relatori i quali mostrano l’opera e l’attività artistica e culturale di Marin, che è stato autore non solo di poesie ma anche di scritti di natura diaristica, epistolare e giornalistica. I suoi versi perlopiù in dialetto gardese esprimono la vita nelle sue manifestazioni di gioie, amori e dolori e documentano l’intero itinerario del poeta, il maturare dell’uomo e del suo linguaggio. Gli anni ‘50 sono gli anni della svolta perché segnati dalla morte del figlio in guerra, dalle drammatiche conseguenze del secondo conflitto mondiale, dall’incontro con alcuni dei più importanti scrittori del tempo, tra cui Pier Paolo Pasolini. Marin riesce a creare un linguaggio raffinato che, nel corso della sua lunga attività creativa, si perfeziona nello stile e raggiunge alti livelli di essenzialità e musicalità. Il suo linguaggio filosofico si impregna di tematiche e linguaggi religiosi, le sue parole evocano il paesaggio lagunare, il piccolo borgo di pescatori dove è cresciuto. Quindi il paesaggio e il mare occupano una parte centrale nelle prose e nei versi, dove le sue componenti fisiche e materiali  si trasfigurano e si vestono di emozioni, stati d’animo, significati e valori. Il paesaggio si personalizza. In particolare, il mare, vissuto pienamente dal poeta per le sue numerose traversate fatte con il padre marinaio, è la più “pura parola dell’Alterità e la più immediata incarnazione della Divinità… dentro il mio mare ho avuto la prima, più semplice rivelazione della presenza di Dio". Il mare per Marin non si può staccare dalla vita, dalle sue cose, dalle circostanze, dalla realtà, dal vero grande ispiratore della sua poesia, che è Dio, ma è soprattutto luogo della pace, della ritrovata serenità che il poeta ritrova anche attraverso la parola e i suoi versi.

(ST)