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Apporti alla pittura napoletana del Cinquecento : le tavole di Marcianise / Salvatore Costanzo. - Napoli : Giannini, 2014. - 306 p. : ill. ; 29 cm

Costanzo_Apporti alla pittura

Salvatore Costanzo, proseguendo gli studi dei suoi lavori precedenti, ci racconta lo scenario pittorico del XVI secolo a Napoli e nelle province meridionali del Viceregno: analizzando cicli figurativi poco studiati crea un valido strumento di lavoro sul periodo dello sperimentalismo manierista, che merita ulteriori e più accurate indagini. Attraverso nuove acquisizioni documentarie e filologiche  l’autore ha formulato un saggio sulla produzione pittorica partenopea del Cinquecento relativa ai pittori: Andrea da Salerno, Giovan Filippo Criscuolo, Marco Cardisco, Pietro Negroni, Leonardo Castellano, Giovan Bernardo Lama, Pompeo Landolfo e Dirck Hendricksz, intrecciando alla sua ricerca personale la consolidata tradizione degli studi artistici in Terra di Lavoro, in particolare a Marcianise. Egli indaga il ruolo centrale del raffaellismo dei grandi pittori spagnoli a Napoli, l’espansione dei modi di Polidoro da Caravaggio sul crinale della prima parte del Cinquecento e il nuovo manierismo tosco-romano affermatosi in città per opera di Giorgio Vasari prima e di Pedro de Rubiales dopo. Per la ricchezza e la peculiarità delle tematiche proposte, l’indagine della produzione esaminata (dal secondo terzo-decennio del secolo in cui si affermò la “maniera moderna”, all’ultimo trentennio caratterizzato dalla pittura “devota”) è strutturata in modo da isolare concetti chiave in un’efficace dialettica dei rapporti tra le arti napoletane e quelle marcianisane; il volume colma così il vuoto editoriale causato dalla scarsità di interesse verso un gruppo di opere locali fino a ieri ritenute “anonime” dalla letteratura artistica, sicuramente ancora poco note, e mai sfiorate dalla critica. Il volume - che si presenta in una veste grafica pregevolissima tranne alcune immagini di non altissima qualità perché sfocate - include nuove paternità di opere, storicizzazione di personalità poco conosciute, cambiamenti di date di importanti dipinti, attribuzioni accettate dalla maggioranza della critica. Evidenzia inoltre la preziosità e, al tempo stesso, denuncia lo stato di abbandono di molti capolavori presenti sul territorio. In definitiva, oltre a propagandare e diffondere un indirizzo innovativo di cultura pittorica nell’area meridionale, il saggio del prof. Costanzo riesce a dare una attenta chiave di lettura delle sedimentazioni storiche e una moderna impostazione per la conoscenza e valorizzazione di autentici capolavori dell’arte, in un rapporto simbiotico tra città e territorio.

(LP)