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*Aristocrazia e potere nell'Abruzzo interno medievale / Alessio Rotellini ; presentazione di Tersilio Leggio. - L'Aquila : Edizioni Libreria Colacchi, 2015. - 103 p. ; 24 cm ((In testa al frontespizio: Deputazione Abruzzese di Storia Patria

Aristocrazia

Aristocrazia e potere nell’Abruzzo interno medievale è il numero 31 dei "Quaderni del Bullettino di Deputazione abruzzese di storia patria" scritto da Alessio Rotellini. Il saggio si muove tra archeologia e storia, ricostruendo la fase che va dal IX al X secolo segnata dal collasso del regno carolingio e il disgregarsi del potere pubblico centrale che si riorganizzarono velocemente a livello locale. La documentazione di questa ricostruzione è in larga parte monastica, si parte ricostruendo le trame dei rapporti tra le aristocrazie e gli enti monastici, attraverso locazioni, vendite, permute, donazioni. Un momento che introdusse cambiamenti negli equilibri di potere si ebbe con Ugo di Provenza che riuscì a imporsi sul territorio degli aristocratici cercatori di fortuna originari della Borgogna, come Berardo e suo fratello Mainerio dai quali presero origine i due rami dei conti di Rieti e dei conti dei Marsi. In seguito gli Ottoni, mantenendo il medesimo controllo sull’Italia centrale appenninica, suddiviso in comitati e gastaldati minori, svilupparono in parallelo una politica monastica consolidando la posizione delle più grandi abbazie benedettine, come Farfa o S. Clemente a Casauria che esercitavano la loro egemonia sulla cura delle anime. Nel 910, su iniziativa del duca d’Aquitania Guglielmo I il Pio, fu fondata Cluny sulla scia della fondazione di propri monasteri o di proprie chiese legate al castello di residenza. In armonia con una strategia radicata in tutta l’Italia di celebrare le glorie della famiglia attraverso la memoria funeraria nell’ambito di una tradizione religiosa e di santità volta a rendere compatto il nucleo dei fondi intorno alla struttura monastica che diviene base di controllo e di potere anche economico. Un altro cambiamento si ebbe con la risalita al Meridione dei Normanni che riorganizzarono la presenza signorile sul territorio conquistato, Ruggiero II lasciò al governo i signori che vi erano in precedenza, anche se con qualche diffidenza. Il saggio ripercorre l’avvicendarsi delle famiglie aristocratiche Abruzzesi, in un periodo di alternanza di poteri transitori.   

                                     (MTM)