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E 074 337

I *segreti del monte della Vergine / Diego Cerrone. - [Atripalda] : Mephite, 2015. - 171 p. : ill. ; 21 cm.

Cerrone

Non è la prima prova narrativa di Diego Cerrone, di professione ingegnere, che dopo aver dato alle stampe due volumi che hanno in qualche modo a che fare con il Natale (Storie dimenticate delle notti di Natale e Macabri natalizi), ha deciso di cimentarsi con il romanzo storico, con Marzio Vibio Quirno Nominario centro i formidabili Cartaginesi (queste notizie le traiamo da Internet, quindi noi stessi le abbiamo valutate con prudente beneficio d'inventario). Anche con questo romanzo l'autore percorre arditamente quel sentiero della narrativa che sta in bilico tra verità e finzione; egli utilizza l'artificio tecnico (peraltro già ampiamente sperimentato nella letteratura di tutti i tempi, non solo italiana) di far ritrovare alla protagonista un documento antico, in questo caso il quaderno appartenuto a un monaco di Montevergine, che rappresenta la porta attraverso la quale il lettore viene condotto dalla finzione alla realtà, e viceversa. Il volume reca in epigrafe una dedica che recita: "ai bibliotecari di Montevergine", perché Cerrone ha trascorso un po' del suo tempo presso la nostra Biblioteca per documentarsi sulla materia verso la quale si sentiva attratto, tanto da scriverne in maniera così diffusa. Diciamo subito, a scanso di equivoci, che Diego Cerrone ha avuto accesso soltanto al materiale della biblioteca che è regolarmente e normalmente ammesso alla consultazione, alla riproduzione e al prestito. Questo per dire che quando scrive del misterioso quaderno di padre Fausto attinge esclusivamente alla sua fervida fantasia che tuttavia condisce con una scelta di tipo tecnico che qualche dubbio potrebbe ingenerare nel lettore: Cerrone, cioè, utilizza il carattere corsivo quando cita il quaderno, come se stesse in qualche modo facendo una trascrizione. In ogni caso, tutto ciò premesso, e pur grati all'autore per la dedica, aggiungiamo che la lettura del romanzo procede in maniera non sempre scorrevole, specialmente quando, per ovvie ragioni di sintesi, è costretto a comprimere nel breve spazio di poche righe se non secoli, diversi anni della gloriosa ed eroica storia di Montevergine. Alla fine la protagonista, per una coincidenza fortunata, si ritrova tra le mani l'ultima pagina del diario di padre Fausto (che qualcuno ha strappato), quella che fa riferimento alla breve ostensione della Santa Sidone che davvero ci fu a Montevergine, dopo il periodo della Seconda Guerra Mondiale durante il quale il sacro lenzuolo era rimasto custodito presso il Santuario mariano sul monte Partenio e prima di far ritorno a Torino: questa e le altre dettagliate notizie Cerrone le avrà sicuramente tratte dalle cronache precise e puntuali contenute nella rivista «Il Santuario di Montevergine», la cui collezione completa è possibile consultare presso la Biblioteca di Montevergine.

(DDF)