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L'*Accademia dei Vari (1747-1763): un'associazione culturale di ampio respiro / Piero Paci. [Bologna] : Libreria Piani, 2015 - 70 p. : ill. ; 24 cm ((Edizione di 300 copie numerate; le prime 100 riservate all'A.

L'Accademia dei Vari

L'antico Borgo di Colle Ameno fu creato a metà del Settecento dal progetto illuministico del Marchese Filippo Carlo Ghisilieri, per farne un centro urbanistico autonomo; sorsero a questo scopo intorno alla villa padronale, varie attività culturali e produttive: una fabbrica per le maioliche, una per il legno, una per il ferro, una fornace di laterizi, una tintoria, un forno per gli abitanti, una "spezieria”, una sartoria, una bottega di granaglie e, persino, un piccolo ospedale per uomini e donne. Trovarono qui sede, inoltre, l'Accademia letteraria dei Vari, una tipografia, una biblioteca, un gabinetto di fisica e di scienze naturali, un piccolo museo archeologico, un teatro ed un collegio di istruzione per ragazzi di modesta condizione. Questo borgo divenne in seguito, tristemente noto, perché dal 6 ottobre al 23 dicembre 1944 fu sede del comando militare tedesco che lo utilizzò, come campo di concentramento e smistamento per uomini tra i 17 e i 55 anni. Gli ultimi discendenti del Marchese cedettero il borgo nel 1974, con una donazione alla Fondazione Guglielmo Marconi,che ne ha curato il recupero architettonico, e l’ha valorizzato e nuovamente reso abitato e frequentato dai turisti grazie anche all’impegno dell'Amministrazione Comunale. Il saggio qui recensito, donato alla biblioteca dall’autore, descrive le vicende relative all’Accademia Letteraria dei vari. La curiosità dell’autore per questo argomento è nata, come lui stesso ci dice, dopo aver letto il libro: Interni d’Accademia di Maria Grazia Bergamini e ha poi svolto la ricerca esaminando le carte custodite presso l’Archivio di Stato di Bologna, l’Archiginnasio e la Biblioteca Universitaria. Egli ci spiega che le Accademie Bolognesi del Settecento pur essendo numerose, e create da varie categorie come i docenti universitari, i nobili, gli artisti e gli appartenenti al clero, per la loro stessa natura di tipo privata non ebbero una vita troppo lunga e, spesso, i documenti che le riguardavano andarono soggetti a dispersione a causa dei vari mutamenti di sede da una casa all’altra. Il primo capitolo è dedicato  all’analisi specifica di questo fenomeno. Segue la storia della vita del marchese, sia nei suoi aspetti privati sia in quelli legati all’attività dell’accademia; il terzo capitolo si addentra nelle fasi della creazione e dell’attività dell’Accademia, dei personaggi che ne ispirarono la nascita e di quelli che contribuirono fattivamente a crearla e vi si associarono, stimolandone in vario modo lo sviluppo. L’autore cita, ad esempio, la lettera a Scarselli del sacerdote e custode dell’Accademia, Giuseppe Maria Tozzi, che a tal proposito scrive: « L’Accademia cominciò con persone che poco promettevano: ma il senatore [Ghisilieri] è venuto immettendo persone di maggior capacità e la cosa comincia a prendere buon favore». Queste parole elogiative verso il fondatore e benefattore dell’Accademia ne lasciano intendere appunto, il carattere privato oltre che il generico indirizzo culturale. Il quarto e ultimo capitolo parlano dei temi discussi durante le riunioni dell’accademia, che vanno dai fenomeni socio-politici a quelli etici, a quelli educativi;   discorsi che a volte si trasformarono in testi manoscritti oppure, in altri casi, vennero pubblicati dalla stamperia di Colle ameno stessa, come, ad esempio, il poemetto prodotto per le nozze tra  Gianfrancesco Aldrovandi e Anna Barbazzi, la cui ideazione si deve in gran parte al Tozzi, in cui si descrive, in maniera fantastica, un’ideale serata dei membri dei Vari in uno dei luoghi scelti per le riunioni.

(LP)