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Luglio-dicembre

(Pagina a cura di Tommasina Romano)

R 009 322

Irpinia*Irpinia : la storia negata : alla riscoperta dei castelli, delle chiese, delle varie umanità / Federico Barbieri, Andrea Forgione, Angelo Oliveto. -[S.l. : s.n.], [2015]. -176 p. : ill. ; 24 cm.       

 

Questo libro nasce dall’incontro di tre amici che condividono l’appartenenza ad un territorio e il desiderio di far conoscere questo territorio con i suoi punti di luce e le sue zone d’ombra, con l’intento di esaltare i primi e rischiarare le seconde. Provenienti da esperienze di vita e di lavoro differenti, li accomuna tuttavia l’amore per questa terra che viene definita Irpinia d’Oriente. Dalle loro pagine non dobbiamo aspettarci, come bene ha spiegato Paolo Saggese nella prefazione, la puntualità e la precisione dello storico o dell’archeologo, benchè non manchino di essere dettagliati e di offrire notizie basate su uno studio accurato, perché non si tratta di un libro dettato dalla necessità di erudire ma di scuotere le coscienze. La passione che anima gli autori li ha condotti in viaggio per circa 5000 km attraverso i paesi dell’Irpinia e da qui è nato questo diario di viaggio che deve spronare gli irpini ad aprire gli occhi, a rendersi conto del patrimonio che hanno e a cercare in tutti i modi di difenderlo, tutelarlo e valorizzarlo. In sintesi, una lettura piacevole che offre una miniera di notizie sulla nostra terra e spunti di riflessione importanti!

 

R 009 326

*Dizionario ecclesiastico con cenni di araldica : definizioni dei termini e dei simboli usati dalla Chiesa cattolica /Araldica Antonio Ferrara. -[Torre del Greco] : Edizioni scientifiche e artistiche, 2016. -  246 p. : ill. ; 24 cm.

Autore eclettico e dai molteplici interessi, Antonio Ferrara ama dedicarsi, nel tempo libero, presso i vari archivi pubblici e privati, alla ricerca di documenti inediti sulla storia e le origini della Valle del Sarno dalla quale poi nascono le sue numerose pubblicazioni di storia locale. Cultore di storia del Cristianesimo e della chiesa, ha pubblicato anche varie monografie di storia religiosa e araldica ecclesiastica. Con questo suo ultimo lavoro Ferrara ha selezionato e raccolto in un unico manuale i termini più diffusi nel diritto canonico e nella prassi quotidiana della vita liturgica favorendone in questo modo la conoscenza e una corretta interpretazione da parte sia del clero che dei laici, cultori o studenti. Il dizionario contiene preziosi elementi di diritto ecclesiastico e cenni di araldica; arricchiscono l’opera numerose tavole a colori che riportano le varie decorazioni degli ordini cavallereschi riconosciuti dalla santa Sede e dalla Repubblica italiana in ordine di grado.

 

R 009 362

Europeana collections*Europeana collections 1914-1918 : *studi sulla Prima guerra mondiale attraverso le collezioni della Biblioteca nazionale centrale di Roma / atti a cura di Silvana De Capua. - Roma : Biblioteca nazionale centrale di Roma, 2015. - 173 p. : ill. ; 25 cm.

 

Pubblicato all’interno dei Quaderni della Biblioteca nazionale centrale di Roma, questo lavoro raccoglie gli atti di un interessante convegno sul tema della Prima Guerra Mondiale, organizzato nel novembre 2014 come momento conclusivo di un importante progetto di digitalizzazione, Europeana Collections 1914-1918, iniziato nel 2011 e terminato nel 2014, in occasione delle celebrazioni per il centenario dell’inizio della Grande Guerra. Il progetto, che ha visto la collaborazione di importanti biblioteche europee, è stato finanziato dalla Comunità Europea e ha permesso di rendere liberamente accessibili in linea, tramite il portale Europeana, un’importante collezione di circa 400000 documenti digitali su temi legati alla Prima Guerra Mondiale, con particolare attenzione per la vita quotidiana. La Biblioteca Nazionale centrale di Roma, che è uno dei principali luoghi di conservazione di documenti relativi alla Grande Guerra, ha contribuito con circa 5000 documenti che sono stati catalogati e resi fruibili per la prima volta. La pubblicazione di questo volume offre un valido contributo per approfondire gli studi sugli aspetti meno noti della letteratura di guerra.

 

R 009 365Bonito Bologna Boston

*Bonito, Bologna, Boston... : Giulia Lombardo Belmonte : storia di una donna e di una famiglia / a cura di Emanuele Grieco. - Chiusi (Siena) : Edizioni Luì, 2016. - 135 p. : ill. ; 30 cm.

Questo libro si presenta come una raccolta di ricordi, un diario nelle cui pagine un nipote cerca di ricostruire la vita di sua nonna e lo fa con estrema dovizia di particolari tanto da restituire non una biografia ma un libro corale al cui interno si intrecciano tante storie di tante persone che ruotano intorno alla figura di Giulia Belmonte. La storia di Giulia parte da Avellino, dove vede la luce nel 1901, e l’autore raccoglie anche delle notizie su come la città si presentava all’epoca, ma è sulle tre città menzionate nel titolo che egli focalizza l’attenzione: Bonito, piccolo centro dell’Irpinia, luogo d’origine della famiglia del marito di Giulia, dove insieme alle due figlie, Margherita e Gerardina, ella si trasferisce a vivere durante la guerra; Bologna dove segue la figlia Margherita trasferitasi lì con il marito; Boston dove trascorre gli ultimi anni della sua vita insieme alla famiglia della sua seconda figlia, Gerardina, che lì si è trasferita. Dunque una raccolta di ricordi personali ma che offre innumerevoli spunti per scoprire come si viveva in quegli anni in realtà così differenti l’una dall’altra.

 

R 009 398

Gheddo*Inviato speciale ai confini della fede : la mia vita di missionario giornalista / Piero Gheddo ; con Gerolamo Fazzini ; prefazione di Andrea Tornielli. - Bologna : Emi, 2016. - 222 p., 16 p. di tav. ; 21 cm.

Questo libro, come bene ci tiene a precisare il coautore Gerolamo Fazzini nell’introduzione, non è una biografia di Piero Gheddo, perché sarebbe impossibile ripercorrere analiticamente la vita di quest’uomo, ma una pubblicazione destinata ad un vasto pubblico che testimoni il vissuto di questo giornalista-missionario, attingendo in primo luogo ai ricordi di padre Gheddo e scoprendo così episodi inediti e particolari poco noti. Nella sua lunga esperienza, cominciata nel lontano 1945, ha visitato come missionario più di 80 paesi, diventando spesso testimone di alcune tra le pagine più tristi della storia del secolo XX, come la guerra del Vietnam o l’apartheid in Sudafrica. Padre Gheddo ha denunciato i drammi causati dalle ingiustizie nel mondo nelle migliaia di articoli pubblicati su giornali cattolici e laici e nei circa 100 libri da lui dati alle stampe ma soprattutto il missionario li ha combattuti e lo ha fatto con la forza del Vangelo. Questo emerge chiaramente dalle pagine di questo libro, che risulta piacevole da leggere e che stimola profonde riflessioni perché apre la mente verso altre realtà così differenti tra di loro ma soprattutto così differenti dalla nostra.

 

R 009 398

*Franca Ferrante-Agosta nei ricordi del "Roseto" di Avellino / a cura di Andrea Massaro. - [S.l. : s.n.], 2016Ferrante Agosta (Atripalda : La tipografica). - 36 p. : ill. ; 21 cm. - In testa al frontespizio: Associazione "Roseto", centro di spiritualità e casa di soggiorno per anziani Avellino.

Andrea Massaro in questo opuscolo ha voluto raccogliere alcune testimonianze per ricordare e rendere omaggio ad una donna che ha rivestito grande importanza per la città di Avellino, Franca Ferrante vedova Agosta, cofondatrice, accanto a padre Innocenzo Massaro, dell’associazione “Roseto”. Già nel 2011 Massaro l’aveva inserita tra le eccellenze, tutte al femminile, del volume Donne d’Irpinia. La “signora Franca”, come veniva largamente appellata in città, faceva parte del Terz’Ordine Francescano, fortemente voluto da padre Innocenzo; il sodalizio con il parroco, promotore di importanti iniziative, fu molto forte e insieme decisero di fondare un moderno luogo di accoglienza materiale e spirituale per i tanti anziani lasciati soli in quegli anni nei paesi dell’Irpinia dai figli che cercavano altrove fortuna. Il patrimonio del Terz’Ordine Francescano era tuttavia troppo esiguo per un progetto così impegnativo ma la signora Franca non si perse d’animo e, con l’aiuto di fattive collaboratrici, si recò nella case dell’intera città per chiedere un modesto contributo mensile di mille lire. E non esitò a firmare in prima persona, dando in garanzia la sua stessa casa, l’acquisto del terreno dove poi sarebbe sorto il “Roseto”. La costruzione iniziò ufficialmente nel 1970 con la posa della prima pietra e la signora Franca fu sempre presente, nelle difficoltà iniziali e fino al suo ultimo giorno di vita, figura discreta che seppe affiancare padre Innocenzo sempre con generosità e altruismo. Commovente il profilo che ne traccia Massaro in queste pagine, di una donna devota alla famiglia e al prossimo.

 

R 009 388

L'*affaire Palatucci : "Giusto" o collaborazionista dei nazisti? : un dettagliato reportage tra storia e cronaca alla luce dei documenti e delle testimonianze dei sopravvissuti / Giovanni Preziosi. - Campagna (Sa) : Edizioni Comitato Palatucci, 2015. - 77 p. : ill. ; 21 cm.           

Palatucci

Il lavoro contenuto in questo libro è frutto di una ricerca condotta dall’autore, Giovanni Preziosi, i cui risultati sono in parte già confluiti in vari articoli pubblicati su L’osservatore romano e sulla rivista telematica Christianitas. L’occasione che ha dato vita a questa ricerca è stata offerta dalla querelle sollevata dai ricercatori del Primo Levi Center di New York sulla figura e sull’operato del nostro conterraneo Giovanni Palatucci. Come responsabile dell’Ufficio stranieri e poi reggente della Questura di Fiume sino al 13 settembre 1944, quando fu arrestato dai tedeschi delle SS e internato nel campo di concentramento di Dachau, dove morì di stenti il 10 febbraio, Palatucci ebbe modo di conoscere l'impatto che le leggi razziali ebbero sulla popolazione ebraica. In quel contesto cercò di fare quello che la sua posizione gli permetteva, creando attraverso una rete di amici una strada per salvare tanti ebrei dai campi di sterminio. Un calcolo approssimativo ha stimato in più di 5.000 il numero di persone che Giovanni Palatucci aiutò durante tutta la sua permanenza a Fiume. Per questo motivo il questore irpino è salito agli onori sia in Israele (dove è Giusto tra le nazioni dal 1990), sia presso la Chiesa cattolica (per la quale è Servo di Dio dal 2004), sia presso la Repubblica italiana (dalla quale è stato insignito della Medaglia d’oro al merito civile nel 1995). Dopo che nel 2013 il Centro Primo Levi ha avanzato alcuni dubbi sulla corretta ricostruzione storica delle vicende legate alla figura di Palatucci, l'Ente nazionale per la Memoria della Shoah di Israele e il Vaticano hanno iniziato ad esaminare la nuova documentazione emersa. Il reportage sul caso Palatucci di Giovanni Preziosi vuole dimostrare come il questore irpino non abbia bisogno di alcuna difesa ulteriore. Documenti alla mano, l’autore ha cercato di ricostruire i fatti così come si sono realmente svolti e nel contempo di indagare i motivi che hanno spinto i ricercatori newyorkesi a sollevare la spinosa questione. La conclusione a cui è giunto Preziosi è che quanto affermato da questi ultimi non è suffragato da prove documentali né tantomeno, sostiene, la ricerca è stata svolta con metodo scientifico. Egli ha inoltre cercato di battere una nuova pista di ricerca, ascoltando coloro che hanno vissuto in prima persona alcuni episodi che hanno visto protagonista Palatucci; ebbene anche in questo caso, afferma Preziosi, è stata dimostrata l’assoluta inconsistenza delle conclusioni a cui sono giunti gli studiosi americani.

 

R 009 394

Scola*A chi appartieni? : Ettore Scola-Trevico / Giuliana Caputo, Mariangela Cioria. - Grottaminarda : Delta 3, 2016. - 143 p. : ill. ; 19 cm.

Scritto a due mani da Mariangela Cioria, fine conoscitrice dei segreti e della cultura di Trevico, e da Giuliana Caputo, docente, autrice di romanzi e raccolte di poesie, A chi appartieni è una breve storia romanzata che racconta l’infanzia del grande regista Ettore Scola, una parte della sua vita sconosciuta ai più ma ben viva nella memoria degli abitanti di Trevico che, con i loro racconti, hanno permesso alle autrici di ricostruire i primi anni di vita del piccolo Ettore e il rapporto del regista con il suo paese di origine. Ettore Scola vide la luce, nel 1931, proprio a Trevico, piccolo paese dalla lunga storia, già menzionato da Orazio in una sua Satira, arroccato sulla cima della montagna più alta d’Irpinia; qui sorgeva il palazzo della nobile e ricca famiglia Scola e qui tornò a vivere, subito dopo la laurea in medicina e le nozze, papà Giuseppe portando con sé la giovane moglie, Adelaide, giovane amante della musica e dell’arte, già avviata agli studi universitari nella sua bella Napoli. A Trevico, nelle nostra Irpinia, dunque videro la luce Ettore e , qualche anno prima, suo fratello Pietro; qui trascorsero gli anni dell’infanzia fino all’età scolare ma, pur avendo trascorso la maggior parte della sua vita a Roma, la famiglia di Ettore Scola ha mantenuto sempre un legame profondo con il paese di origine e, fino a quando sono stati in vita i genitori, il grande regista amava trascorrervi l’estate con la famiglia. Piacevole la lettura di questo volumetto dai toni affettuosi e familiari che di proposito prescinde dai dati professionali ampiamente conosciuti, soffermandosi e facendo luce su quegli anni meno esplorati della vita del regista che lo videro bambino in Irpinia.

 

R 009 357

Atti Ascoli Satriano*Atti dell'incontro di studio : *Fonti per la storia di Ascoli Satriano e della Capitanata meridionale : Auditorium Santa Maria degli Angioli, Ascoli Satriano, 12 aprile 2014 / a cura di Giuseppe  d' Arcangelo. - Bari : Società di Storia patria per la Puglia, 2016. - 94 p. ; 24 cm.

Questo volume contiene gli atti dell’Incontro di studio dedicato alle fonti storiche di epoca medievale riguardanti Ascoli Satriano, comune della provincia di Foggia. L’occasione di tale incontro, organizzato dal Centro Culturale Polivalente della cittadina della Capitanata, presieduto dall’ingegnere Giuseppe d’Arcangelo, è stata fornita dalla pubblicazione del volume sulle Pergamene di Ascoli Satriano conservate nella Biblioteca di Montevergine (994-1354), a cura di Teresa Colamarco, dato alle stampe nel 2012 ed inserito, come volume XXXIV, nella Collana del Codice Diplomatico Pugliese. In esso sono stati pubblicati 118 documenti racchiusi in un ambito cronologico che va dal 994 al 1354; i primi 45 erano già stati editi nel Codice Diplomatico Verginiano, a cura del compianto padre Placido Tropeano; sono stati tuttavia opportunamente ripubblicati in questa sede perché costituiscono un importante corpus documentario riguardante la città. L’incontro, che ha visto la presenza di illustri docenti universitari e di rappresentanti delle istituzioni culturali locali, ha fornito l’occasione di riflettere su alcuni aspetti della vita politica, economica e sociale di questo territorio in età medievale ma anche di contribuire a fare luce su una iniziativa culturale di notevole impegno e spessore intrapresa e realizzata da una piccola collettività, quale quella di Ascoli Satriano.

 

R 009 318

Il *dovere di non dimenticare : la tragedia della divisione Acqui : padre Romualdo Formato eroe di CefaloniaFormato tenente cappellano militare Divisione Acqui / Gennaro Formato ; prefazione S.E. Mons. Sergio Melillo ; presentazione Francesco Barra, Filippo D'Oria. - [S.l. : s.n., 2015?]. - 77 p. : ill. ; 24 cm.

Con questo piccolo volume, denso di emozioni, Gennaro Formato rievoca e ricorda ai lettori la figura di un suo congiunto, l’irpino padre Romualdo Formato, Medaglia d’oro della Resistenza e Medaglia d’argento al valore militare. Il nome di questo eroe è indissolubilmente legato alla tragedia di Cefalonia quando, all’indomani dell’armistizio dell’8 settembre 1943 firmato tra l’Italia e le forze alleate, i tedeschi di stanza sull’isola greca ebbero l’ordine direttamente da Hitler di trucidare tutti gli ufficiali e i soldati della nostra divisione “Acqui” stanziata tra Cefalonia e Corfù. L’eccidio di Cefalonia rappresenta una delle pagine più tristi della nostra storia, giudicata, durante il processo di Norimberga, come una delle azioni più arbitrarie e disonorevoli della lunga storia del combattimento armato. Dei 12000 soldati della divisione Acqui meno di 2000 fecero ritorno in patria: 1300 caddero in combattimento, più di 6000 furono massacrati nonostante avessero deposto le armi e circa tremila morirono nelle stive delle navi che li trasportavano prigionieri al Pireo. Padre Romualdo Formato, nostro conterraneo, originario di Savignano Irpino, era il cappellano militare del 33° reggimento d’artiglieria della Divisione Acqui; fu lui ad assistere i nostri soldati che il giorno 24 settembre, in una delle rappresaglie più crudeli che la storia ricordi, a gruppi di otto nell’arco di quattro ore venero fucilati dai tedeschi alla “Casetta Rossa” di Capo S. Teodoro ad Argostoli. Padre Formato confessava le vittime, le confortò, le strinse in un ultimo abbraccio e ne raccolse confidenze e messaggi per le famiglie; sfuggito miracolosamente alla fucilazione, ci ha lasciato la sua testimonianza diretta e ancor più drammatica di quei fatti in un libro da lui pubblicato nel 1946, poi dato di nuovo alle stampe in un’edizione definitiva postuma nel 1968. Attingendo a quelle pagine Gennaro Formato ha voluto rievocare quei tristi fatti in un volume nuovo, più adatto al mondo della scuola perché i giovani possano conoscere la verità di quel barbaro crimine.

 

R 009 366

Massaro*Almanacco della città : (Avellino... giorno dopo giorno) / Andrea Massaro. - Napoli : Grauseditore ; Cesinali (Av) : Radio Punto Nuovo, 2016. - 381 p. : ill. ; 25 cm.

 

Ancora una volta Andrea Massaro fa dono alla città di Avellino di uno scrigno di ricordi, di testimonianze, di episodi, altrimenti finiti nel dimenticatoio, e ancora una volta sorprende i lettori, in particolare i figli di questa città che spesso non ne conoscono la storia come dovrebbero, per la ricchezza delle notizie da lui ricercate con acume e meticolosità. Quanti aneddoti, quanti personaggi del passato noi avellinesi abbiamo scoperto grazie alle ricerche di Andrea Massaro! Alla sua penna si deve il più alto numero di monografie sulla vita avellinese, più di 50 volumi, oltre mille articoli e numerosi saggi. Capo Sezione Archivio presso il Comune di Avellino, poi Dirigente delle Ripartizioni Pubblica Istruzione – Cultura – Servizi Sociali, dopo la meritata pensione è oggi Direttore Onorario dell’Archivio Storico dello stesso comune. E da lì, tra le polverose carte del passato, prosegue instancabile con le sue ricerche. In questo ultimo lavoro, un Almanacco della Città, Massaro ci accompagna in un viaggio particolare, lungo un anno, nel quale ad ogni giorno lega un avvenimento o un personaggio che ha segnato la storia della città di Avellino. L’itinerario si snoda dai primi secoli dopo Cristo, precisamente il 14 febbraio del 311, giorno del martirio dei santi protettori di Avellino, Modestino, Fiorentino e Flaviano, fino ai nostri giorni; l’avvenimento più recente ricordato da Massaro è, infatti, il 1 maggio del 2015, giorno che ha visto la partecipazione di Avellino e dell’Irpinia  all’Expo di Milano. Tanti gli aneddoti, tanti i personaggi, tanti gli avvenimenti raccontati in 366 giorni, tutti scelti con cura per arricchire la nostra conoscenza, per solleticare il nostro interesse e anche, molto spesso, per smuovere le nostre coscienze di cittadini. Grazie, direttore Massaro!

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