<div <div <div <div <div <body

Inventario dell'archivio dell'Abbazia

(a cura di Paola de Conciliis)

L'inventario dell'archivio dell'abbazia (il primo dei 3 volumi de L'Archivio storico dell'abbazia benedettina di Montevergine) si presenta suddiviso secondo uno schema generale, così strutturato:

Come si può notare, la sezione della documentazione riguardante la Curia, ossia l'amministrazione diocesana spettante all'abate ordinario di Montevergine, non è presente perché costituisce il volume III dell'inventario.

Consulta la Guida alla ricerca in calce a questa pagina

***

PATRIMONIO, consistente in 60 buste, che coprono un arco temporale (non dell'età delle carte, bensì delle notizie in esse contenute) dal XII secolo al 1866, è a sua volta articolata in 6 sezioni, dalle quali si comprende la natura della documentazione, prevalentemente in carte sciolte, che copre i diversi aspetti, giuridici, fiscali e finanziari, della vita economica della congregazione:

  1. Piante e Platee  (1-6 : 1650-1860)
  2. Compre, affitti, donazioni (7-46 : sec. XII-1866)
  3. Capitali fruttiferi e mutui (47-52 : 1558-1861)
  4. Crediti e debiti (53-56 : 1572-1848)
  5. Decime e tasse (57-58 : 1548-1863)
  6. Affari particolari di singoli monaci (59-60 : 1649-1866)

AMMINISTRAZIONE, consistente in 112 buste, che contengono documenti riguardanti l'amministrazione economica, la gestione del denaro e le figure preposte a tali incombenze all'interno della congregazione; vi si trovano inoltre le note delle spese per lavori al Santuario e al palazzo abbaziale di Loreto, al cui interno si segnala la busta 173, dedicata alla Farmacia; le sezioni distinte dal Mongelli sono le seguenti:
  1. Capitoli conventuali (61 : 1681-1859)
  2. Depositari (62-101 : 1550-1867)
  3. Cellerari maggiori (102-165 : 1555-1866)
  4. Atti di procura (166 : 1563-1846)
  5. Lavori (167-169 : 1562-1871)
  6. Loreto (170-173 : 1733-1866)
DISCIPLINA (buste 174-271 : 1126-1877)
Fonti normative e documentazione della vita giuridica della congregazione, sia nella regolamentazione interna generale e particolare dell'istituto monastico, sia nei suoi rapporti col mondo esterno. E' la sezione più vasta e più caratteristica di un archivio religioso. Si inizia quindi dall'ambito generale delle norme desunte dalla Regola di san Benedetto, adattate e codificate nel corso dei secoli, per proseguire con i capitoli generali e le diete definitoriali, in cui venivano prese le decisioni operative sulla vita della comunità e sulla sua organizzazione gerarchica; i rapporti con la Santa Sede, con i cardinali protettori della congregazione e con le autorità politiche territoriali occupano le serie successive, relative agli interventi del Papa e del Re di Napoli, sia sulle questioni generali, sia sulle istanze dei singoli religiosi; importanti, tra queste, le Sacre Visite, ispezioni periodiche alle diocesi, e le bolle pontificie in materia disciplinare; infine si conservano testimonianze degli atti di governo dei singoli abati generali della congregazione. Sul versante interno della vita monastica gettano luce le serie relative alle vestizioni, al noviziato, alle professioni religiose, così come gli attestati di studi e la documentazione ordinata dal padre Mongelli in rapporto ai singoli religiosi, che occupa le buste 228-240; al centro, anche fisico, dell'ordinamento di Mongelli, si trovano le buste relative all'archivio stesso, alla biblioteca e alla storia di Montevergine, contenenti gli antichi inventari, trascrizioni di pergamene e frammenti di cronache verginiane. Concludono la sezione sei grosse buste, che attendono ancora una inventariazione analitica, contenenti la corrispondenza degli abati generali, quella dei procuratori generali della congregazione, attivi a Roma presso la Curia Apostolica, e una serie di lettere varie riguardanti Montevergine. Le 21 serie coprono un arco temporale delle notizie contenute nelle carte dal 1126 al 1866.
  1. Costituzioni e dichiarazioni alla Regola (buste 174-175 : 1126-1862
  2. Capitoli generali e diete definitoriali (buste 176-190 : 1553-1866)
  3. Sacre Visite ordinarie, straordinarie e apostoliche (buste 191-212 : 1517-1859)
  4. Disposizioni degli abati generali (busta 213 : 1564-1865)
  5. Documenti pontifici in materia disciplinare (buste 214-215 : 1545-1864)
  6. Relazioni coi cardinali protettori della congregazione e con altri prelati (busta 216 : 1693-1853)
  7. Relazioni con le autorità governative (buste 217-221 : 110-1877)
  8. Relazioni con le altre autorità civili provinciali e comunali (busta 222 : 1604-1860)
  9. Relazioni con le altre congregazioni benedettine (busta 223 : 1819-1851)
  10. Vestizioni monastiche, noviziato, professione religiosa (buste 224-227 : 1603-1860)
  11. Certificati e documenti di singoli religiosi (buste 228-240 : 1500-1900)
  12. Registri di sacre ordinazioni (buste 241-245 : 1618-1861)
  13. Dimissioni dalla congregazione verginiana (buste 246-247 : 1617-1861)
  14. Scuole e studi (buste 248-249 : 1751-1861)
  15. Archivio (buste 250-259 : 1400-1866)
  16. Biblioteca (buste 260-261 : 1694-1864)
  17. Notizie di storia, di biografia e di cronaca (busta 262 : 1500-1866)
  18. Sanità e ordine pubblico al santuario (busta 263 : 1712-1821)
  19. Cimitero e sepoltura ecclesiastica in Montevergine (busta 264 : 1712-1856)
  20. Tentativi di apertura di nuove case e affiliazione alla congregazione verginiana (busta 265 :1600-1856)
  21. Corrispondenza (buste 266-271 : 1623-1859)

CULTO (buste 272-294 : secolo XIII-1866)
Questa sezione riguarda la vita religiosa della congregazione verginiana, con particolare riguardo al culto della Madonna e dei santi. I motivi di interesse sono principalmente la descrizione degli altari e delle cappelle, ma anche l’amministrazione della celebrazione delle messe, dei sacramenti e delle indulgenze, offrono una fonte per la storia della religiosità.
A proposito delle messe scrive Mongelli: «Una delle manifestazioni più costanti dell’attaccamento dei fedeli verso il santuario di Montevergine è stata in ogni tempo la pratica di costituire dei legati pii in suffragio delle anime del purgatorio, con obblighi ben determinati di preghiere e soprattutto di sante messe.  Il numero di queste variava secondo la volontà dei legatari e in proporzione all’entità dei beni lasciati. Qui ci piace far notare come, mentre oggi è molto comune il lascito di 30 messe, dette gregoriane, invece nei nostri documenti, anche in quelli pergamenacei molto più antichi dei cartacei che qui presentiamo, spessissimo troviamo 41 messe, e qualche volta anche una mezza 41 di messe. Altre volte si tratta di messe settimanali, mensili o di anniversari: sempre però accuratamente determinate. Non mancano determinazioni speciali riguardo agli altari e alle cappelle in cui si dovevano celebrare quelle messe».

  1. Sante Messe (buste 272-289 : 1506-1864)
  2. Culto verso la Madonna (busta 290 : 1549-1862)
  3. Venerazione verso S. Guglielmo da Vercelli (busta 291 : secolo XIII-1851)
  4. Uffici dei santi a Montevergine e sacre reliquie (busta 292 : 1581-1865)
  5. Confessioni e penitenzieri (busta 293 : 1690-1865)
  6. Rituale monastico (busta 294 : 1777-1900)
AFFARI GIUDIZIARI (buste 295-325)
La sezione, di 31 buste, chiude il primo volume dell’inventario, e costituisce una testimonianza importantissima per la storia economica e sociale del Mezzogiorno.
La prima partizione riguarda un aspetto tipico dell’assetto giuridico dell’abbazia “nullius”, ovvero la necessità di difendere dalle contestazioni di altri soggetti di diritto i privilegi acquisiti nel corso dei secoli, sia davanti all’autorità regia che a quella pontificia; in particolare Mongelli segnala la vertenza con l’Ospedale dell’Annunziata di Napoli, legata ai diritti sui vassalli dell’abbazia; le contese con i vescovi delle diocesi confinanti con quella di Montevergine; infine, la difesa dell’immunità ecclesiastica del Largo dei Tigli, il piazzale antistante il santuario dove i commercianti erano esentati dalle gabelle comunali, cosa che l’università di Mercogliano a più riprese contestava.
La più consistente è la sottosezione delle cause civili, legate quasi esclusivamente al recupero di crediti verso privati da parte dell’abbazia, sia per debiti che per canoni di affitti e censi non corrisposti; accanto a questa fattispecie compare quella legata alle discordie sulle eredità rivendicate dal monastero. Una piccola serie testimonia le composizioni amichevoli, mentre un’altra, interessante per la storia del territorio, riguarda le contravvenzioni in materia di sfruttamento delle risorse boschive.
Infine, per lo più riuniti a fine Settecento in volumi ordinati per la lettera iniziale del nome (di battesimo) dell’imputato, si trovano i processi penali relativi a membri della congregazione, ma talvolta anche carte relative a monaci quali vittime di reati contro la persona. Mongelli li chiama anche processi “informativi”, perché una forma di istruttoria interna conduceva l’abate generale a disporre la carcerazione preventiva del reo e l’irrogazione di sanzioni spirituali (scomunica etc.), prima o parallelamente all’andamento del processo davanti all’autorità laica, lungo tutto il periodo dell’Ancien Régime.
  1. Vertenze giurisdizionali (buste 295-297: 1552-1558)
  2. Contestazioni civili (buste 298-310: 1568-1866)
  3. Cause criminali (buste 311-325: 1580-1863)
***

All'implementazione di questo modulo, insieme con il curatore del sito, hanno lavorato Costanza Cucciniello, Paola de Conciliis e Giuseppe Macchia.

Alla trascrizione degli inventari delle sezioni Patrimonio, Amministrazione, Disciplina, Culto e Affari Giudiziari ha lavorato Paola de Conciliis.

***

Guida alla ricerca

L'inventario è ordinato cronologicamente per numero di busta. È possibile effettuare la ricerca attraverso i seguenti campi:

NUMERO BUSTA. Qualora lo si conosca da citazioni bibliografiche, si può cercare direttamente il numero della busta, ricordando che si tratta di una numerazione progressiva unica per l'intero Archivio Storico.

FASCICOLO. Indica il numero progressivo assegnato alla unità documentaria di base all'interno della busta, secondo un ordine cronologico crescente (dal più antico al più recente).

ANNO. È possibile cercare il documento secondo l'anno preciso o utilizzando un intervallo, a scelta tra i cinquanta e i cento anni, es. : 1750-1800, oppure 1600-1700.

LUOGHI. Sono i nomi dei luoghi citati nel documento, riportati alla toponomastica attuale, e costituiscono chiave di ricerca.

TOPONIMI. Sono i toponimi antichi riportati nel documento, laddove possibile normalizzati sulla forma che conta il maggior numero di occorrenze, e costituiscono chiave di ricerca.

NOMI. I nomi di persona e di istituzione ecclesiastica, presenti nel documento, costituiscono chiave di ricerca.

DESCRIZIONE.  È trascritto integralmente il regesto del singolo documento, in modo da rendere possibile cercare per parola chiave in tutto il corpo del testo.

SUGGERIMENTI. È possibile lanciare una ricerca incrociando valori immessi in più campi. Se ad esempio si vuol sapere se in una sezione è presente qualche notizia riguardante “Benevento” nell’anno “1515” occorre selezionare entrambe le opzioni. Tuttavia, in tal caso se uno soltanto dei campi NON corrisponde ad alcun record, nessun risultato verrà restituito.
Si consiglia pertanto di effettuare le ricerche di proprio interesse valorizzando un campo per volta, partendo magari da quelli più generici, ad esempio “luoghi” o “toponimi”, e di affinare poi la ricerca sulla scorta dei primi risultati ottenuti.

torna a inizio pagina